Intervista alla Gelmini: «Docenti, non ci sarà esubero. E daremo più soldi ai migliori»

Da Il Giornale di Vicenza del 19 aprile 2009

Come cambia la scuola

Ecco le risposte del ministro dell’Istruzione: «Il nostro obiettivo fin dall’inizio è stato tagliare gli sprechi e assicurare il necessario,  come ad esempio il servizio mensa: resta»

L’INTERVISTA. II “numero uno” Mariastella Gelmini: «Non c’è da temere: le condizioni di base dell’istruzione primaria non sono modificate»
«Alle superiori in settembre non ci saranno sperimentazioni o “anticipi” della riforma: non hanno senso “prove” a ridosso del cambiamento che inizierà nel 2010 per tutti»

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Scuola, quei professori con la valigia

Da Panorama.it

Ogni anno nelle nostre scuole il 27 per cento degli insegnanti è “nuovo” rispetto all’anno precedente. Ciò significa che ogni anno un docente su quattro cambia istituto. Continua a leggere

Insegnanti a costo zero per le scuole parificate

Da Unimagazine.it

senzaporta

Nel meridione, chi vuole intraprendere la carriera da insegnante, pur di ottenere punteggio e salire nella graduatoria provinciale, lavora gratis nelle scuole parificate

A quante sognavano di diventare “maestrine dalla penna rossa” e, invece, si trovano adesso a fare tutt’altro, meglio così. Hanno, infatti, evitato di affrontare una lunga carriera – fatta di lavoro senza stipendio- per ottenere il posto fisso nella scuola pubblica. Una situazione, purtroppo, presente in tutta Italia ma che, specialmente al Sud, è catastrofica. Continua a leggere

Scuola e piccoli comuni, a rischio chiusura 1000 istituti

Da Nghiocc l liscji di mercoledì 15 ottobre 2008

I tagli apportati al settore dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini hanno determinato la chiusura di molte scuole di comuni di piccole dimensioni.
Oggi Legambiente e associazione dei comuni d’Italia hanno srotolato in alcune scuole di piccoli comuni, lo striscione con su scritto: “Chiusa per tagli”.
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Il Piano Aprea: ecco come continua la Riforma Gelmini

081009_scuola_vDa Polis-Blog.it

Se avete pensato che l’obbiettivo delle imponenti manifestazioni dello scorso 30 ottobre contro la cosiddetta “riforma Gelmini” fosse convincere il governo a ritirare le norme sul sistema scolastico approvate il giorno precedente, se non addirittura durante l’estate, vi siete sbagliati di grosso.

Per quanto riguarda infatti la scuola dell’obbligo e superiore (l’università fa caso a sé), almeno negli ambienti del sindacato, la battaglia riguardante le norme già approvate viene considerata ormai persa, e ci si sta anzi attivando allo scopo di capire come aggirare, al momento dell’applicazione, le nuove direttive. Il vero obbiettivo delle proteste della settimana appena trascorsa sarebbe in realtà un altro: bloccare l’arrivo di un ulteriore, ben più incisivo pacchetto di riforme, firmato Valentina Aprea.

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