Il figlio alla scuola privata? Un bene di lusso

Da La Tecnica della Scuola

pinocchio_vauroLo sostiene l’Agenzia delle entrate con la circolare 13/E per scovare gli evasori: così gli istituti non statali, che in Italia sono in maggioranza religiosi, figurano assieme a porti turistici e circoli esclusivi. Dure le associazioni cattoliche: il messaggio può essere interpretato in senso minaccioso, se scegli una scuola diversa dalla statale hai dei redditi nascosti e perciò devi essere controllato. Continua a leggere

Annunci

Privatizza et impera

Da Left del 13 marzo 2009

Pantaleo (Flc-Cgil) accusa: «Mai visti tagli di queste proporzioni». «L’unica vera prospettiva di uscita dalla crisi: innovazione e ricerca. Non vogliono promuovere il sapere ma controllarlo». Il 18 marzo tutti i settori della conoscenza incroceranno le braccia contro il governo

funerali-scuolaSe le iscrizioni scolastiche fossero voti, il ministro Gelmini dovrebbe cercare in fretta un altro lavoro. Dai primi risultati diffusi dal ministero sulle preferenze delle famiglie per le iscrizioni nelle scuole primarie arriva un risultato bulgaro, che boccia il maestro unico: solo il 3 per cento delle famiglie ha scelto il modulo di 24 ore, sponsorizzato dal governo, il 7 per cento quello di 27; il 56 per cento delle famiglie ha optato per le 30 ore, il 34 per cento per il tempo pieno di 40 ore. Continua a leggere

La scuola pratese e gli stranieri

Da Il Giornale della Toscana del 19 marzo 2009

Scuola: il 15,1% degli studenti pratesi è straniero

È la seconda città a livello italiano

scolaro-cinesePRATO – Con il 15,1%, Prato è la seconda città in Italia per percentuale di alunni stranieri rispetto agli iscritti, dopo Mantova. In Toscana l’incidenza media è del 9,4%, contro una media nazionale più bassa di 3 punti. Sono alcuni dei dati emersi al convegno «Immigrati risorsa scoperta»: in Toscana, nell’anno scolastico 2007-08, sono stati circa 45mila i ragazzi stranieri (+14% rispetto all’anno precedente) e dal 2000 il loro numero è più che triplicato. Gli studenti stranieri delle superiori, in 8 anni, sono quintuplicati (417,7%) rispetto a quelli delle elementari (158,5%), medie (159,1%) e scuole dell’infanzia (192,3%). Continua a leggere

Non è un paese per giovani

non-e-un-paese-per-giovaniLa riforma della Pubblica Istruzione tra necessità e incompetenza

Il governo Berlusconi vuole rivoluzionare il settore dell’istruzione. Dalla scuola elementare all’università in arrivo i tagli che dovrebbero portare miglioramenti, così recita la propaganda. In seguito alle proteste dei sindacati e degli studenti alcuni provvedimenti sono stati modificati oppure rinviati. Che la cura da cavallo, per quanto annacquata, porterà più danni che benefici, lo si può capire già da ora. Continua a leggere

I soldi per le scuole cattoliche ci sono!

Giusto per rinfrescare la memoria a qualcuno….

Da Crozza Italia Live del 7 dicembre 2008

Insegnanti a costo zero per le scuole parificate

Da Unimagazine.it

senzaporta

Nel meridione, chi vuole intraprendere la carriera da insegnante, pur di ottenere punteggio e salire nella graduatoria provinciale, lavora gratis nelle scuole parificate

A quante sognavano di diventare “maestrine dalla penna rossa” e, invece, si trovano adesso a fare tutt’altro, meglio così. Hanno, infatti, evitato di affrontare una lunga carriera – fatta di lavoro senza stipendio- per ottenere il posto fisso nella scuola pubblica. Una situazione, purtroppo, presente in tutta Italia ma che, specialmente al Sud, è catastrofica. Continua a leggere

Bagnasco: bene decreti scuola ma cattoliche allo stremo

AGI – Agenzia Italia

suore26 gennaio 2009 – Per Bagnasco, “non la scuola libera deve elemosinare, ma la società e la politica sono chiamate responsabilmente a corrispondere per quanto loro possibile, e come i Paesi europei fanno da anni senza vecchi pregiudizi ideologici. Il rischio che si corre – avverte il porporato – e’ che passi l’idea di una Chiesa che chiede privilegi per se’, quando invece impegna del suo affinché una serie di esperienze resistano sul territorio, in risposta alla domanda del territorio stesso, come delle famiglie che vi vivono”. Continua a leggere