Gli istituti alla canna del gas

Da Aprileonline del 20 aprile 2009

gas-cook-topLe scuole sono in profondo rosso, eppure vantano crediti dallo Stato per circa un miliardo di euro. I presidi della Flc Cgil domani approderanno direttamente sotto al ministero, si incateneranno simbolicamente sotto la “casa” della Gelmini per chiedere risposte. L’Italia dei valori e il Pd hanno aderito all’iniziativa puntando il dito contro i tagli del governo

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Adiconsum: “Ministro Gelmini dica chi deve pagare i costi di registro elettronico e sms”

Da Help Consumatori

gelmini_ignorance“I genitori italiani hanno letto con favore l’iniziativa di adottare nelle scuole pubbliche il registro elettronico e le comunicazioni via sms, ma si chiedono con quali soldi il ministro intenda portare avanti tali iniziative, dato che a tutt’oggi manca addirittura la copertura finanziaria per le attività di funzionamento e di didattica necessarie per garantire la normale attività scolastica?”

Adiconsum “ritiene sia opportuno che il ministro Gelmini nel valorizzare talune iniziative evidenzi in maniera esplicita a carico di chi siano i costi, se delle scuole e delle famiglie o del suo dicastero. Ricordiamo, inoltre – conclude la nota dell’associazione dei consumatori – al ministro Gelmini che il diritto allo studio nella scuola dell’obbligo nel nostro Paese è garantito dalla Costituzione”.

Scuola, compresenze addio

Da Aprile Online

La riflessione. La scure del team Gelmini-Tremonti si è abbattuta anche sulle presenze congiunte degli insegnanti contitolari delle classi elementari – finora quattro ore sulle quaranta settimanali – rendendo così impossibile lo svolgimento di alcune importanti attività didattiche

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Hanno ragione loro


Purtroppo, la cosiddetta “riforma” della scuola ha una ragione profonda. Mi riferisco assieme alla 133 sull’Università, al “decreto Gelmini” che riguarda la scuola dell’obbligo e alla recente uscita della Lega di introdurre le “classi ponte” per i bambini stranieri. Paradossalmente, la riduzione dell’orario scolastico, il taglio drastico e trasversale delle risorse senza alcuna considerazione per le effettive esigenze delle scuole e degli studenti, corrisponde a un’effettiva razionalizzazione dei costi e benefici da parte dello Stato.

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