Hanno ragione loro


Purtroppo, la cosiddetta “riforma” della scuola ha una ragione profonda. Mi riferisco assieme alla 133 sull’Università, al “decreto Gelmini” che riguarda la scuola dell’obbligo e alla recente uscita della Lega di introdurre le “classi ponte” per i bambini stranieri. Paradossalmente, la riduzione dell’orario scolastico, il taglio drastico e trasversale delle risorse senza alcuna considerazione per le effettive esigenze delle scuole e degli studenti, corrisponde a un’effettiva razionalizzazione dei costi e benefici da parte dello Stato.

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Estote parati

ottimismoPerdonatemi la citazione evangelica, ma l’attuale governo Berlusconi ha sempre agito presentando i suoi interventi legislativi come delle cose legate al buon senso, quasi naturali, magari infarcendoli di buone parole e altrettanto buoni propositi, mentre sotto, alla chetichella, si attrezzava a fare quello che nessun altro, al suo posto, avrebbe mai fatto, o, quantomeno, avrebbe fatto in un altro modo.

Vengo al punto: credo sia lecito sentire puzza di bruciato quando, all’indomani di uno sciopero generale (sia pure proclamato “soltanto” da CGIL e COBAS), si pubblicizza a tamburo battente e soprattutto a gran voce una “riforma storica” (come la stessa Gelmini ha ammesso durante un’intervista). Se poi a questo si aggiunge che i soliti giornalisti faciloni hanno detto che è stata fatta ascoltando le richieste e le aspettative di sindacati e altre parti sociali, mi viene sempre più spontaneo pensare male.
Già, perchè leggendo bene gli articoli leggo che la CGIL e i COBAS nutrono delle riserve: non sono pienamente soddisfatti. Continua a leggere

Qualcosa bolle in pentola: slitta il termine delle iscrizioni

gelmini185Ecco la velina dell’ANSA:

Slitteranno di un mese le iscrizioni del prossimo anno scolastico. Lo ha deciso il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Le famiglie avranno più tempo per orientarsi nelle scelte. Il ministero, infatti, sta procedendo alla riforma degli ordinamenti scolastici e ci sono tempi tecnici (il piano dovrà essere presentato, tra l’altro, anche ai sindacati) che rendono opportuno rinviare la scadenza per le iscrizioni, di solito stabilita al 30 gennaio.

Evidentemente, al ministero stanno preparando un grande pacco di Natale per precari, insegnanti, studenti e famiglie.

Ricordo che l’attuale governo Berlusconi sacrificherà la scuola
pubblica di Stato con il taglio di 8 miliardi di euro e almeno 144.000 unità di organico (fra docenti e ATA).

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