Approvate dal Consiglio dei Ministri le riforme della scuola

Da La Tecnica della Scuola

ecole-ancienneMancano solo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma a questo punto è probabile che nelle prossime ore per i Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 ci sia una accelerazione. I testi definitivi non sono ancora noti.

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Giornata nera per la Repubblica

napolitanoIl perché di questo post.
La tragica storia di Eluana Englaro non ha nulla a che fare con la scuola e i suoi mali, con la Gelmini, l’Onda e tutto quel che ruota attorno a questo mondo.
Non voglio in questa sede schierarmi da una parte o dall’altra (mi riferisco alla questione del testamento biologico), ma proporti quest’articolo apparso oggi su Repubblica e farti riflettere sullo scontro istituzionale innescatosi a causa di un decreto legge d’urgenza respinto.
Ti ricorda qualcosa?
Hai presente il tam tam per sms ed e-mail e il passaparola che esortava a scrivere al presidente Napolitano affinché non firmasse quel famoso decreto 137, poi convertito in legge alla vigilia dell’oceanico manifestazione del 31 ottobre?
Quella volta l’inquilino del Quirinale disse di capire le nostre ragioni, ma firmò comunque, anche perché – si giustificò – le scelte politiche sono prerogativa del Governo e del Parlamento.
I giornali sprecarono fiumi d’inchiostro nell’affermare che in quell’occasione Napolitano aveva dato prova  di onestà intellettuale, di essere super partes (nonostante Cossiga sostenesse il contrario…) e che noi, poveri mentecatti, dovevamo leggere meglio il testo costituzionale.
Io personalmente rimango ancora del parere che il nostro tentativo fosse più che giustificato, che, in altre parole, ci fossero tutti i presupposti perché il nostro presidente si astenesse dall’emanare quel decreto e dargli forza di legge.
Forse, se ci avesse ascoltati avremmo solo anticipato i tempi.
I tempi per sovvertire la Costituzione Italiana
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Il Ricorso al TAR contro il Piano Programmatico

Da ScuolaOggi

big_danielemastinidovecbalillacscuolaIl Coordinamento Genitori Democratici (CGD) il Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti, (C.I.D.I.), il 126° Circolo didattico di Roma, assistiti dall’avv. Riccardo Marone hanno presentato nei giorni scorsi un ricorso al TAR del Lazio per richiedere l’annullamento del Piano Programmatico per la razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico, di cui all’art. 64, comma 3, D.L. n. 112/08 (convertito con modificazioni in legge 6.8.2008 n. 133) e l’annullamento di ogni atto preordinato, connesso e conseguente al medesimo Piano. Cioè nell’ipotesi dell’ annullamento del Piano risulterebbero annullati anche i Regolamenti che ne dovrebbero, a quanto sostiene il comma 4 del medesimo articolo 64, fornire una ”puntuale attuazione”. Continua a leggere

Scuola e piccoli comuni, a rischio chiusura 1000 istituti

Da Nghiocc l liscji di mercoledì 15 ottobre 2008

I tagli apportati al settore dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini hanno determinato la chiusura di molte scuole di comuni di piccole dimensioni.
Oggi Legambiente e associazione dei comuni d’Italia hanno srotolato in alcune scuole di piccoli comuni, lo striscione con su scritto: “Chiusa per tagli”.
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Il dimensionamento banco di prova del federalismo scolastico (e non solo)

PREMESSA
Non è mia abitudine commentare gli articoli selezionati per la pubblicazione su questo blog, ma vorrei mostrare come con le parole giuste si possa giustificare:

  • l’opposizione alla “riforma” Gelmini da parte delle regioni governate dal centro-destra;
  • la confusione di attribuzione dei poteri tra Stato-Regioni-Enti locali (che in molti campi effettivamente esiste) e di conseguenza il totale disprezzo e stravolgimento dell’iter istituzionale;
  • i tagli operati dal Governo senza alcuna cognizione didattica, educativa ed organizzativa della scuola.

Da TuttoScuolaFOCUS

emergenza_educativa Continua a leggere