LA SCUOLA IN COCCI

la scuola in cocci

Incontro nazionale sui temi “Laicità”, “Valutazione e competenze”, “Partecipazione e ruolo dei genitori”

24 ottobre 2009 presso il Consiglio Regionale della Toscana , nella Sala del Gonfalone – Via Cavour, 4 Continua a leggere

Dopo il maestro unico, ecco la maestra virtuale

«A pensar male si fa peccato, ma s’indovina quasi sempre!» diceva Andreotti.
E credo che abbia ragione da vendere! Continua a leggere

“Tempo pieno, senza le compresenze addio ai laboratori e alle gite scolastiche”

Da La Repubblica (edizione di Firenze) del 1° maggio 2009

tempo_pieno_casa_gelminiL’ANNUNCIO lo aveva dato alcuni giorni fa il direttore dell’ufficio scolastico regionale Cesare Angotti: tutte le richieste per il tempo pieno, nelle scuole elementari toscane, saranno accolte. Mai problemi, per la Flc-Cgil, non sono finiti: con un aumento di 1.800 alunni previsto per il prossimo anno scolastico a fronte di una riduzione di 445 insegnanti (364 posti tagliati più 48 «recuperati» dall’innalzamento del numero di alunni per classe) per la scuola primaria significherà la fine delle compresenze, Continua a leggere

Ecco la scuola primaria «made in Gelmini»: 445 docenti in meno

Da L’Unità (edizione di Firenze/Toscana) del 1° maggio 2009

gesso_e_lavagnaÈ il consuntivo in Toscana a fronte di 1849 nuovi alunni.
La Cgil toscana: «Pomeriggio in classe non vuol dire tempo pieno»

Laboratori e gite salteranno, a meno che un docente se ne occupi a titolo volontario
Sostegno ai disabili: A Prato ci saranno sei alunni per ogni insegnante di sostegno

«Bisogna distinguere tra tempo pieno e tempo scuola». La Cgil riparte all’attacco, rispondendo al direttore scolastico regionale Cesare Angotti che la settimana scorsa aveva gettato acqua sul fuoco delle polemiche, dichiarando che il tempo pieno alle elementari fiorentine sarebbe stato garantito a tutte le famiglie che ne avevano fatto richiesta.

I COSTI DELLA RIFORMA GELMINI
«Un tempo scuola di 40 ore settimanali – spiega il segretario regionale di Flc Cgil Raffaello Biancalani – non coincide con il modello didattico d’eccellenza offerto finora nelle scuole toscane: con il taglio di 445 docenti, a fronte di 1849 alunni in più, non ci saranno più le 4 ore di compresenza degli insegnanti». Quelle ore in cui era possibile dividere la classe in piccoli gruppi e dedicarsi ad attività di laboratorio (musica, informatica, educazione ambientale, teatro etc), al recupero per i ragazzi stranieri e problematici o magari andare in visita a qualche museo. «Tutta una serie di attività – ha commentato Nora Toccafondi della Flc Cgil di Prato – importanti per l’educazione a tutto tondo richiesta per affrontare la complessità della società contemporanea, che da settembre non si potranno più fare, a meno che qualche insegnante appassionato non si offra di portarle avanti a titolo volontario». Le 111 classi in più di tempo pieno annunciate da Angotti, si faranno «a costi altissimi in terminidi qualità dell’offerta formativa -spiega Biancalani – è stato alzato il numero di alunni per classe, anche in quelle situazioni, per esempio per la presenza di un alunno disabile, per cui era stato fissato un tetto massimo di venti alunni». I tagli non hanno risparmiato nemmeno gli insegnati di sostegno e, per esempio a Prato, «ce ne sarà uno ogni 6,6 alunni disabili». A Firenze ci saranno 82 docenti in meno e 300 alunni in più.

FUTURO INCERTO
Da mesi si discute sugli effetti della riforma Gelmini, ma quel che pare certo finora è che la scuola pubblicizzata quest’estate, fatta di grembiulini, 24 ore settimanali e maestro unico in stile Libro Cuore in realtà non ci sarà: «Grazie alle nostre lotte e alla risposta dell’utenza – ricorda Alessandro Rapezzi della Flc Cgil di Firenze -: in Toscana nessuna famiglia ha scelto il tempo scuola a 24 ore». Eppure la legge 169 finirà con l’avere effetti retroattivi anche sulle classi già attive: secondo la Cgil la confusione maggiore si creerà nelle classi a tempo modulare (27 o 30 ore), in cui, accanto a un insegnante prevalente, ci saranno molte figure diverse poche ore la settimana, in barba ai tanto vituperati tre insegnati su due classi sperimentati con successo fin dagli anni ’90. «Come denunciamo da mesi – conclude Rapezzi – dietro alla riforma non c’è nessuna idea pedagogica, ma solo l’idea di fare cassa».

Silvia Casagrande

Il provveditore Angotti: «Meyer, la scuola primaria verrà potenziata»

Da La Nazione del 28 aprile 2009

«LA SCUOLA primaria del Meyer non chiuderà, anzi, sarà potenziata». Il direttore regionale scolastico Cesare Angotti è categorico: l’istruzione all’interno dell’ospedale pediatrico fiorentino è fondamentale e va ampliata. Una risposta decisa all’allarme lanciato dal sindacato Uil Scuola che annunciava l’imminente sospensione del servizio scolastico delle classi elementari svolto tra i corridoi del Meyer. Continua a leggere

Giallo sulla scuola dei bambini del Meyer

Da La Repubblica del 28 aprile 2009

La Uil denuncia: rischia di chiudere. Il dirigente: è un equivoco, anzi sarà potenziata

DUBBI sul destino della scuola primaria del Meyer. A sollevarli è la Uil, secondo cui la sezione di elementari della scuola ospedaliera – costituita tredici anni fa per permettere ai bambini ricoverati di studiare in modo da non perdere l’anno scolastico nonostante lunghi periodi di degenza – potrebbe essere soppressa a partire da settembre. Continua a leggere