Le famiglie salvano la scuola dai tagli

Da Il Tirreno (edizione di Cecina) del 4 maggio 2009

Alle Guerrazzi 49 docenti, alle Collodi 51, all’istituto Borsi 27.
Villa (Cgil): «Il problema è stato arginato anche dai pensionamenti»
Nessuna riduzione degli insegnanti dopo le richieste dei genitori

squola_rovinaCECINA. Qualcuno avrà tirato un lungo sospiro di sollievo. Per il momento. Sulla base del monte orario scelto dai genitori entro il 28 febbraio, tutte le scuole primarie avevano richiesto gli organici per il prossimo anno all’ufficio scolastico provinciale. La risposta è arrivata in questi giorni. L’organico è il numero degli insegnanti, che in base alle iscrizioni ricevute, viene assegnato a ogni istituto scolastico. Quest’anno, a causa della riforma Gelmini, erano molti i docenti ad aspettare alla finestra notizie da Livorno. Continua a leggere

Ecco la scuola primaria «made in Gelmini»: 445 docenti in meno

Da L’Unità (edizione di Firenze/Toscana) del 1° maggio 2009

gesso_e_lavagnaÈ il consuntivo in Toscana a fronte di 1849 nuovi alunni.
La Cgil toscana: «Pomeriggio in classe non vuol dire tempo pieno»

Laboratori e gite salteranno, a meno che un docente se ne occupi a titolo volontario
Sostegno ai disabili: A Prato ci saranno sei alunni per ogni insegnante di sostegno

«Bisogna distinguere tra tempo pieno e tempo scuola». La Cgil riparte all’attacco, rispondendo al direttore scolastico regionale Cesare Angotti che la settimana scorsa aveva gettato acqua sul fuoco delle polemiche, dichiarando che il tempo pieno alle elementari fiorentine sarebbe stato garantito a tutte le famiglie che ne avevano fatto richiesta.

I COSTI DELLA RIFORMA GELMINI
«Un tempo scuola di 40 ore settimanali – spiega il segretario regionale di Flc Cgil Raffaello Biancalani – non coincide con il modello didattico d’eccellenza offerto finora nelle scuole toscane: con il taglio di 445 docenti, a fronte di 1849 alunni in più, non ci saranno più le 4 ore di compresenza degli insegnanti». Quelle ore in cui era possibile dividere la classe in piccoli gruppi e dedicarsi ad attività di laboratorio (musica, informatica, educazione ambientale, teatro etc), al recupero per i ragazzi stranieri e problematici o magari andare in visita a qualche museo. «Tutta una serie di attività – ha commentato Nora Toccafondi della Flc Cgil di Prato – importanti per l’educazione a tutto tondo richiesta per affrontare la complessità della società contemporanea, che da settembre non si potranno più fare, a meno che qualche insegnante appassionato non si offra di portarle avanti a titolo volontario». Le 111 classi in più di tempo pieno annunciate da Angotti, si faranno «a costi altissimi in terminidi qualità dell’offerta formativa -spiega Biancalani – è stato alzato il numero di alunni per classe, anche in quelle situazioni, per esempio per la presenza di un alunno disabile, per cui era stato fissato un tetto massimo di venti alunni». I tagli non hanno risparmiato nemmeno gli insegnati di sostegno e, per esempio a Prato, «ce ne sarà uno ogni 6,6 alunni disabili». A Firenze ci saranno 82 docenti in meno e 300 alunni in più.

FUTURO INCERTO
Da mesi si discute sugli effetti della riforma Gelmini, ma quel che pare certo finora è che la scuola pubblicizzata quest’estate, fatta di grembiulini, 24 ore settimanali e maestro unico in stile Libro Cuore in realtà non ci sarà: «Grazie alle nostre lotte e alla risposta dell’utenza – ricorda Alessandro Rapezzi della Flc Cgil di Firenze -: in Toscana nessuna famiglia ha scelto il tempo scuola a 24 ore». Eppure la legge 169 finirà con l’avere effetti retroattivi anche sulle classi già attive: secondo la Cgil la confusione maggiore si creerà nelle classi a tempo modulare (27 o 30 ore), in cui, accanto a un insegnante prevalente, ci saranno molte figure diverse poche ore la settimana, in barba ai tanto vituperati tre insegnati su due classi sperimentati con successo fin dagli anni ’90. «Come denunciamo da mesi – conclude Rapezzi – dietro alla riforma non c’è nessuna idea pedagogica, ma solo l’idea di fare cassa».

Silvia Casagrande

Intervista alla Gelmini: «Docenti, non ci sarà esubero. E daremo più soldi ai migliori»

Da Il Giornale di Vicenza del 19 aprile 2009

Come cambia la scuola

Ecco le risposte del ministro dell’Istruzione: «Il nostro obiettivo fin dall’inizio è stato tagliare gli sprechi e assicurare il necessario,  come ad esempio il servizio mensa: resta»

L’INTERVISTA. II “numero uno” Mariastella Gelmini: «Non c’è da temere: le condizioni di base dell’istruzione primaria non sono modificate»
«Alle superiori in settembre non ci saranno sperimentazioni o “anticipi” della riforma: non hanno senso “prove” a ridosso del cambiamento che inizierà nel 2010 per tutti»

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Privatizza et impera

Da Left del 13 marzo 2009

Pantaleo (Flc-Cgil) accusa: «Mai visti tagli di queste proporzioni». «L’unica vera prospettiva di uscita dalla crisi: innovazione e ricerca. Non vogliono promuovere il sapere ma controllarlo». Il 18 marzo tutti i settori della conoscenza incroceranno le braccia contro il governo

funerali-scuolaSe le iscrizioni scolastiche fossero voti, il ministro Gelmini dovrebbe cercare in fretta un altro lavoro. Dai primi risultati diffusi dal ministero sulle preferenze delle famiglie per le iscrizioni nelle scuole primarie arriva un risultato bulgaro, che boccia il maestro unico: solo il 3 per cento delle famiglie ha scelto il modulo di 24 ore, sponsorizzato dal governo, il 7 per cento quello di 27; il 56 per cento delle famiglie ha optato per le 30 ore, il 34 per cento per il tempo pieno di 40 ore. Continua a leggere

Decreto organici alla firma del Ministro

Da La Tecnica della Scuola

peopleLa pubblicazione del provvedimento è data per imminente. Flc-Cgil considera inaccettabili i tagli previsti dalle tabelle allegate. Più “morbido” il giudizio di CislScuola che rivendica il rinvio di una parte dei tagli alla fase di definizione dell’organico di fatto Continua a leggere

Maestre d’Italia…

A proposito di uno psicodramma sociale

Da Educazione&Scuola

Immaginario collettivo e senso comune
sexymaestra
Il dibattito (e il conflitto) che si è acceso attorno ai decreti estivi del Governo per il contenimento della spesa pubblica, ove è prevista tra le tante anche una misura di “rimodulazione dell’organizzazione didattica della scuola primaria”, si è via via trasformato in un giudizio “tranchant” sulla attuale organizzazione della scuola elementare e in una ricostruzione spesso sommaria di quanto è avvenuto negli ultimi vent’anni, in particolare con la riforma degli ordinamenti del 1990 ed i programmi didattici del 1985.
Sulle prime pagine dei giornali ha tenuto banco l’“amarcord” di molti intellettuali e “maitres a pansèe” circa le virtù magiche del maestro unico incontrato nella loro giovinezza (e forse la nostalgia è per quell’età che fugge via) e molti opinionisti si sono ingegnati a mettere in evidenza la mancanza di “anima” e l’anonimato o peggio la confusione che regnerebbe nelle nostre classi elementari, in preda ad un frenetico susseguirsi di figure docenti di poco peso e di scarso valore educativo. Continua a leggere