Via Reggiana nella bufera fra ingorghi e file ai cancelli

Dal Corriere di Prato del 15 settembre 2009

Polo scolastico L’incubo della sveglia

PRATO – Il primo acquazzone autunnale ha coinciso anche con il primo suono della campanella negli istituti superiori pratesi. Coniugato al consueto traffico mattutino in via Reggiana c’era un mesto via vai di studenti che, zaino in spalla, si avviavano verso l’ora X che li vedrà di nuovo dietro i banchi, tra vecchi e nuovi problemi, per tutto il prossimo anno scolastico. Del resto non sono poche le tematiche bollenti che peseranno sulle scuole in quest’annata già preannunciatasi all’insegna delle giustificate preoccupazioni delle famiglie e dalle altrettanto lecite proteste da parte degli insegnanti per i tagli subiti. Ma è provando a guardare oltre le polemiche che la palla passa direttamente ai ragazzi e alle sensazioni che accompagnano questo primo giorno di scuola. Per alcuni come Noemi, “matricolina” dell’Istituto professionale Datini, c’è “l’emozione di incontrare i nuovi compagni e di conoscere i professori”, mentre per altri, come Alberto anche lui iscritto al primo anno presso l’istituto Datini, “non c’è particolare emozione, ma solo il pensiero che da questa mattina in poi la sveglia suonerà alle 7”, La maggior parte dei ragazzi si prepara invece, salvo bocciature, a rincontrare i soliti compagni e a riprendere in mano le stesse abitudini. “Il primo giorno di scuola è ancora un po’ come essere in vacanza” confessa Valeria, studentessa al quarto anno del Gramsci-Keynes. Non c’è da ignorare poi l’aspetto “modaiolo” del primo giorno di scuola: in molti, per la maggior parte ragazze, hanno scelto con cura l’abbigliamento. “Pantaloni skinny e AllStar”, il binomio più azzeccato a detta di Sara, secondo anno del Gramsci-Keynes. Ma in questo mare magnum di attese, tendenze ed emozioni quali sono i commenti su questa prima giornata di scuola da parte dei docenti? “Un anno che si preannuncia ricco di incertezze, vista l’attuale situazione. Il rischio più grosso? Quello che i ragazzi respirino una diffusa aria di insoddisfazione, nociva alla crescita interiore”. A dirlo è il professor Gianni Conti, storico docente di lettere e storia del Keynes e “protagonista” cliccatissimo di un gruppo su Facebook fondato dagli studenti e intitolato “Quelli che…il professore di lettere è Gianni Conti”.

Alessandra Petrelli

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