Primarie e medie. Quest’anno tagliate trenta cattedre

da Il Tirreno dell’11 settembre 2009

Le vittime pratesi dell’effetto falce Gelmini. Ora che le convocazioni per gli incarichi annuali sono quasi terminate – le ultime per i posti rimasti sono previste per oggi al Datini e al Gramsci Keynes – si comincia a delineare, anche a Prato, il numero dei docenti che hanno perso il lavoro a causa dei tagli. I più colpiti sono stati gli insegnanti della secondaria (I e II grado)

PRATO. Le vittime pratesi dell’effetto falce Gelmini. Ora che le convocazioni per gli incarichi annuali sono quasi terminate – le ultime per i posti rimasti sono previste per oggi al Datini e al Gramsci Keynes – si comincia a delineare, anche a Prato, il numero dei docenti che hanno perso il lavoro a causa dei tagli. I più colpiti sono stati gli insegnanti della secondaria (I e II grado).

Abbastanza stazionaria invece la situazione degli incarichi per i docenti della materna e della primaria, dove confrontando gli organici previsti per l’anno scolastico 2009/2010 con quelli dello scorso anno, la differenza è piuttosto contenuta.

Nella primaria quest’anno si parla di 6 cattedre in meno e 5 su lingua, a fronte di un aumento di 328 alunni e di 9 classi (tutte a tempo pieno), a cui si somma la trasformazione di 33 classi da tempo normale a tempo pieno. Nell’infanzia si contano 4 cattedre in meno ma 3 posti in più sul sostegno.

La vera stangata l’hanno subita invece i docenti della scuola secondaria, dove le cattedre in meno sono state 22 alle medie. Le classi di concorso più colpite sono la A043 (Lettere) e la A033 (educazione tecnica). Per quanto riguarda le scuole superiori, anche qui l’aumento di iscrizioni ha parzialmente contenuto la perdita di cattedre, anche se il completamento a 18 ore d’insegnamento con i collegati accorpamenti non ha giovato agli insegnanti, che in molti casi si sono dovuti accontentare di spezzoni in scuole talvolta lontane per stradario.

Nel complesso quello dei docenti precari continua a essere un tourbillon senza fine, tra ripescaggi, rinunce e cattedre salvate all’ultimo minuto.

I tempi d’attesa per incarichi e destinazioni- quest’anno sono stati davvero biblici- soprattutto se si tiene conto che – a distanza di meno di 72 ore dall’inizio della scuola, alcuni docenti ancora non sanno con certezza in che scuola prenderanno servizio. Questi ritardi avranno ripercussioni anche sulla posizione economico contrattuale dei docenti interessati, per qualcuno si ipotizza l’interruzione del tfr.

Le convocazioni in più sono iniziate con notevole ritardo tanto che l’ultima tornata è in corso stamattina per i precari “survival” delle graduatorie a esaurimento “coda” della primaria, infanzia, secondaria di I e II grado.

di Miriam Monteleone

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