Istituti tecnici, pronta la dieta

Da Il Sole 24 Ore di mercoledì 13 maggio 2009

Istruzione. La riforma partirà dal 2010/2011

ROMA – La riforma dell’istruzione tecnica e professionale è pronta. Ma per il varo bisognerà aspettare quella dei licei e, quindi, almeno un altro paio di settimane. Lo ha deciso il pre-consiglio dei ministri di ieri che ha esaminato le bozze di regolamento preparate dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Nel corso della riunione, infatti, è emersa l’esigenza che la risistemazione della scuola secondaria venga esaminata nel suo complesso. Anche per valutarne i reali impatti finanziari.

Per il resto trova conferma l’impianto già annunciato nelle scorse settimane dalla responsabile del dicastero di viale Trastevere. E volto a dare attuazione, da un lato, al contenimento della spesa previsto dalla manovra triennale di luglio; dall’altro, al miglioramento del collegamento tra il mondo della scuola e quello lavoro, pi volte auspicato dalle imprese. A partire dal 2010/2011, sia negli istituti tecnici sia in quelli professionali si passerà da 36 a 32 ore settimanali. Che, spalmate sull’arco dell’intero anno, significa 1056 ore anziché 1188. In entrambi i casi, le lezioni saranno articolate in un primo biennio comune da 66o ore di carattere generale e 396 di indirizzo. A cui si aggiungerà un triennio specialisti-co, dove il rapporto tra materie generali e di indirizzo sarà di 495 ore a 561.

A ricette comuni corrisponderanno effetti diversi sui due rami dell’istruzione secondaria. Ferma restando l’esigenza comune di semplificazione. Più nel dettaglio, tra i tecnici, i settori di studio passeranno da dieci a due (uno economico e l’altro tecnologico) e gli indirizzi da 39 a 11; allo stesso modo (ad alunni costanti) le classi si ridurranno di 813 unità e i docenti diminuiranno – entro l’anno scolastico 2014/2015 di 8.675 unità, inclusi i 4.466 che passeranno ai licei. Con un risparmio per le casse dello Stato, solo in termine di minori oneri per il personale (sia laureato che non), stimato in circa 330 milioni di euro da qui al 2012.

Due (uno per i servizi e l’altro per industria e artigianato) anche i settori immaginati per i futuri istituti professionali al posto dei cinque attuali. Quanto agli indirizzi, invece, dai 27 di oggi si scenderà a sei. Contemporaneamente (anche qui considerando costante il numero degli allievi attesi) le classi passeranno da 25.762 a 25.236 mentre il numero di professori, siano essi laureati o diplomati, scenderà di 4.64o unità. Con un risparmio, sempre in termini di minori costi del personale, di circa 150 miilioni di euro per l’Erario. Anche in questo caso fino al 2012.

di Eu.B.

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