Il no costa l’esclusione per un anno

Da ItaliaOggi del 5 Maggio 2009

È il chiarimento in arrivo dal ministero sul fronte delle prossime assunzioni dei docenti precari
Niente più contratti nella provincia rifiutata la prima volta

superdocenteI docenti precari che rinunceranno a una proposta di assunzione a tempo determinato da parte di un ufficio scolastico provinciale saranno esclusi per un anno dalla possibilità di ottenere contratti nella stessa provincia. Ma potranno accettare altre supplenze in una delle altre 3 province.
E’ questo uno dei chiarimenti più importanti che il ministero dell’istruzione è in procinto di emanare per agevolare i docenti precari nella scelta delle 3 province aggiuntive. Si tratta di una novità che parte da quest’anno e che dovrebbe servire a tamponare gli effetti dei tagli previsti dalla riforma della scuola. Che rischiano di lasciare senza lavoro diverse migliaia di docenti precari. Il chiarimento si è reso necessario perchè il decreto sulla riapertura delle graduatorie nulla dice al riguardo. Determinando così un automatico rinvio alla normativa generale sulle supplenze, che è contenuta nel regolamento del 2007 (decreto 131). Un provvedimento emanato in un contesto in cui non esisteva la possibilità di concorrere in 4 province contemporaneamente. Non di meno, l’articolo 8 del decreto 131 parla chiaro: «La rinuncia ad una proposta di assunzione o l’assenza alla convocazione comportano la perdita della possibilità di conseguire supplenze sulla base delle graduatorie ad esaurimento per il medesimo insegnamento». E quindi, in assenza di ulteriori disposizioni da parte del ministero, chi sceglie di concorrere per le supplenze in tutte e 4 le province dovrebbe essere pronto a trasferirsi nella prima delle 4 province che dovesse individuarlo come destinatario di un proposta di assunzione a tempo determinato. Anche se la gestione delle nomine quest’anno presenta più incognite che nel passato. Resta il fatto, però, che in assenza di interventi da parte dell’amministrazione centrale, non sembrano esserci dubbi sull’applicabilità del decreto 131. Rispetto al decreto sulla riapertura delle graduatoria (42/2009) il decreto 131/2007 svolge infatti una funzione sussidiaria. E ciò comporta che, negli spazi lasciati vuoti dalla regolazione del decreto 42/2009, subentrano le norme generali contenute nel decreto 131/2007. Un po’ come avviene nel rapporto tra contratto e norme dispositive. In buona sostanza, dunque, all’atto delle assunzioni, prima di tutto si applica il decreto 42/2009 (quello sulla riapertura delle graduatorie). E poi, se il decreto 42/2009 non dice nulla sulle questioni che vengono via via affrontate, si applica il decreto 131/2007. E cioè il decreto che regola, in via generale, l’attribuzione degli incarichi di supplenza. Se poi anche il decreto 131/2007 non dovesse contenere disposizioni sulla questione, si sale ancora di un gradino e si giunge alle regole generali contenute nelle leggi. Come per esempio per la questione dei plurinominati, a cui dovrebbe applicarsi l’articolo 1291 del codice civile, che consentirebbe ai plurinominati di scegliere la provincia dove prendere servizio. Questione, quest’ultima, sulla quale l’amministrazione non ha ancora preso posizione.

di Carlo Forte

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