«Ricorsi al Tar contro i decreti del Ministero»

Da Il Tempo (edizione di Latina) del 29 aprile 2009

Crescono gli interrogativi sul futuro dei docenti pontini in vista del prossimo anno scolastico. Il rischio di nuovi tagli al personale non ha trovato impreparati gli insegnanti e soprattutto le associazioni di categoria. «La messa in pratica dei tagli si concretizza ora con la definizione degli organici – ha affermato Rino Di Meglio, dirigente del Gilda – ovvero un Decreto Ministeriale che stabilisce numeri e criteri, ripartiti su base regionale, dalle Regioni si arriva alle Province ed infine alle singole scuole, nelle quali ultime verranno poi individuate le vittime in carne ed ossa, nelle persone dei docenti di ruolo che verranno individuati quali “perdenti posto” e costretti a trasferirsi dalla propria scuola. La catena andrà avanti nel tempo e nello spazio, sino a trovare ulteriori vittime nei “precari annuali” che perderanno la nomina sino al termine dell’anno scolastico, i più fortunati scenderanno semplicemente nel girone inferiore, trasformandosi in “temporanei”, i precedenti temporanei, diventeranno semplici “aspiranti”, cioè praticamente dei disoccupati».
Sono al vaglio azioni di tutela degli interessi della categoria, che potrebbero farsi valere attraverso l’apertura di contenziosi presso gli organi di giustizia amministrativa. «Chiunque vedrà lesi i propri interessi – ha proseguito Rino Di Meglio – che in linguaggio legale si definiscono “interessi legittimi”, potrà rivolgersi al Tar per ottenere giustizia. Ricordiamo, infatti, che il ricorso al Tribunale amministrativo regionale è previsto solo in caso di interessi legittimi lesi, e dunque i Sindacati non possono produrre questi ricorsi. Tuttavia, la Gilda sosterrà i colleghi che, danneggiati da queste misure, intendano ricorrere al Tribunale amministrativo regionale».
La riduzione del personale docente non è piaciuta neanche nei metodi. «Il Ministero dell’Istruzione ha messo  in
questi giorni in moto la macchina dei tagli – ha proseguito Di Meglio – indifferente rispetto alle proteste, agli appelli e alle preghiere, democraticamente espressi da una maggioranza vistosa di docenti, di famiglie, di sindacati; cinghia di trasmissione di un Ministro dell’Economia che ha il solo obiettivo di ridurre la spesa, colpendo dove è più facile. Il piano programmatico di accompagnamento alla legge finanziaria prevede, come è noto, la soppressione, in un triennio, di 87.341 posti di insegnante e 44.500 amministrativi. Ebbene, l’acconto per il prossimo anno scolastico riguarda ben 42.000 posti in meno, quasi la metà di tutta l’operazione. In più, oltre alla discutibile indifferenza del Governo nei confronti di appelli, mai numerosi e motivati come in questo frangente, occorre rilevare che, nel momento nel quale ci si sta immergendo in un periodo di recessione economica generale, una politica di tagli pesanti, a parere di molti economisti, è estremamente pericolosa, perché contribuisce ad aggravare la situazione già negativa dell’economia nazionale».

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