Scuola, niente tempo pieno per 500 bimbi delle elementari

Da La Repubblica del 18 aprile 2009

Su 2.551 nuovi iscritti, 2.171 lo hanno richiesto: solo circa 1.600 ne usufruiranno

torna-il-maestro-unicoFIRENZE – Scuole elementari, mannaia sul tempo pieno. L’assessore comunale all’istruzione Daniela Lastri lancia l’allarme: «A causa della legge Gelmini che ha tagliato 361 insegnanti in tutta la Toscana dal prossimo anno scolastico almeno 500 famiglie fiorentine che iscrivono i loro bambini al primo anno dovranno rinunciare al tempo pieno». Su 2.551 nuovi iscritti, 2.171 ne hanno fatto richiesta: ma solo circa 1.600 potranno usufruirne perché a fronte delle circa 100 classi di tempo pieno necessarie per iscrivere 2.171 bambini, la direzione scolastica regionale ne ha concesse a Firenze solo 77. Una famiglia su quattro dovrà rinunciare al tempo pieno per il proprio figlio e accontentarsi del tempo “normale” (8.30-13), che la direzione scolastica regionale pensa di applicare invece in ben 38 classi quando invece le richieste delle famiglie erano appena per 18. Saranno delle graduatorie basate sulla condizione dei nuclei familiari a stabilire quali bambini accederanno alle classi a tempo pieno e quali no: «Grazie alla Gelmini nelle scuole si aprirà la guerra dei poveri», si arrabbia Lastri. Salta agli occhi l’esempio della scuola Carducci di viale Bassi: 117 nuovi iscritti, 100 domande di tempo pieno e 17 di tempo normale. Ci sarebbe bisogno di quattro classi a tempo pieno e ne vengono concesse 2, di 1 classe di tempo normale e invece ce ne saranno 3.

«È la devastazione: centinaia di famiglie saranno costrette a rivoluzionare le loro vite e l’offerta educativa per i bambini ne risentirà in maniera drammatica, e chissà quanti insegnamenti salteranno», si chiede polemica Lastri che ha già nel cassetto una lettera al ministro Gelmini per denunciare il caso fiorentino.

Oltre al problema delle prime classi delle elementari si pone anche quello per gli anni dal secondo al quinto: dall’anno prossimo scompaiono i cosiddetti “moduli” (il tempo normale e pieno a giorni alterni) e con la riduzione degli insegnanti si prospettano tagli dei giorni di tempo pieno e ore di lezione tagliate a metà. Dal prossimo anno scompaiono anche le compresenze dei docenti in aula: «Non ci sarà il personale sufficiente nemmeno per programmare una passeggiata», teme l’assessore comunale all’istruzione, secondo cui ci sono ancora margini di trattativa con la direzione regionale e tempi per rendere la situazione meno drammatica. Aumentano gli iscritti alla scuola primaria sul 2010: 100 in più rispetto al 2009.

di Ernesto Ferrara

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