Lo stipendio è più basso? È la stangatina di Tremonti

Da ItaliaOggi del 7 Aprile 2009

fine_stipendioStangata fiscale a scoppio ritardato sugli stipendi dei docenti. Nella busta paga di marzo, molti insegnanti hanno trovato delle trattenute piuttosto cospicue e del tutto inaspettate. E stanno tempestando di telefonate gli uffici scolastici provinciali e i sindacati per capire cosa c’è che non va.

Si tratta del recupero dell’Irpef al 38%, non pagata nel 2008, che grava soprattutto sui compensi corrisposti con il fondo di istituto. Che spesso tracimano nello scaglione successivo. Traduciamo dal fiscalese all’italiano: i redditi delle persone fisiche sono tassati mediante un’imposta specifica, l’Irpef, che grava proporzionalmente a seconda del reddito annuale complessivo. Con la Finanziaria del 2007 (legge 296 del 27 dicembre 2007) i limiti oltre i quali si pagano più tasse sono stati cambiati. E adesso basta fare un po’ di straordinario per subire trattenute degne di ben altri redditi.Facciamo un esempio. Fino al 2006 chi guadagnava da 15mila a 26mila euro pagava un’Irpef pari al 23% del reddito annuale. Dal 2007, invece, nella stessa fascia di reddito si applica una trattenuta del 27%. In buona sostanza, dunque, sulla metà dello stipendio si paga il 4% in più rispetto al 2006. Se poi si superano i 28mila euro l’anno, la trattenuta schizza al 38%, contro il 33% del 2006. Gli addetti ai lavori indicano con il termine aliquota la percentuale di reddito mangiata dall’Irpef. E scaglioni i limiti di reddito. Il problema delle aliquote, peraltro, si è acuito negli ultimi anni anche e soprattutto a causa dell’inflazione. L’aumento generalizzato dei prezzi, infatti, ha determinato una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni, con le ovvie ricadute sui rinnovi contrattuali. Va detto subito, però, che gli aumenti contrattuali hanno recuperato solo in parte il potere di acquisto perduto per l’inflazione. Tanto più che all’aumento degli importi delle retribuzioni ha fatto seguito anche una maggiore tassazione. Proprio perché gli aumenti spesso fanno tracimare i redditi annuali oltre l’importo massimo dello scaglione. E dunque sono tassati con l’aliquota superiore. Se poi a ciò si aggiunge qualche ora di straordinario per cercare di guadagnare qualche euro in più, alla fine quello che rimane in tasca è ben poca cosa rispetto allo sforzo. Facciamo un esempio. Un docente alla fine del 2008 ha guadagnato circa 28mila euro. Somma che coincide con l’importo massimo oltre il quale non si paga più il 27% di Irpef, ma il 38%. Ebbene, nel caso che questo docente abbia guadagnato 1000 euro in più con attività aggiuntive prestate per l’ampliamento dell’offerta formativa. Di questi 1000 euro dovrà darne al fisco 380. Risultato: su 1000 euro di straordinario il netto è di appena 620 euro. Considerando che per guadagnare 1000 euro il docente avrà dovuto lavorare per 57 ore in più, alla fine il netto è poco più di 10 euro l’ora.

di Antimo Di Geronimo

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