La scuola pratese e gli stranieri

Da Il Giornale della Toscana del 19 marzo 2009

Scuola: il 15,1% degli studenti pratesi è straniero

È la seconda città a livello italiano

scolaro-cinesePRATO – Con il 15,1%, Prato è la seconda città in Italia per percentuale di alunni stranieri rispetto agli iscritti, dopo Mantova. In Toscana l’incidenza media è del 9,4%, contro una media nazionale più bassa di 3 punti. Sono alcuni dei dati emersi al convegno «Immigrati risorsa scoperta»: in Toscana, nell’anno scolastico 2007-08, sono stati circa 45mila i ragazzi stranieri (+14% rispetto all’anno precedente) e dal 2000 il loro numero è più che triplicato. Gli studenti stranieri delle superiori, in 8 anni, sono quintuplicati (417,7%) rispetto a quelli delle elementari (158,5%), medie (159,1%) e scuole dell’infanzia (192,3%). Quasi 6 su 10 sono europei, il 17,5% asiatici, il 14,8% africani, l’8% americani. Ad Arezzo, Siena, Pisa, Lucca e Livorno si concentra circa il 40% degli studenti stranieri.


Da La Nazione del 18 marzo 2009

Deputati Pdl:
«Alle Filzi troppi stranieri, serve un tetto massimo»

Prato – «ALLA SCUOLA Filzi ci sono 80 stranieri su 107, ora serve un limite». I parlamentari del Pdl Fabio Rampelli, Paola Frassinetti, Agostino Ghigli e Achille Totaro hanno preso ad esempio l’istituto pratese per chiedere al ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini di stabilire un tetto massimo alla presenza degli stranieri nelle classi. I parlamentari hanno annunciato la presentazione di una risoluzione in commissione cultura della Camera. «Il provvedimento — hanno spiegato i deputati del Pdl — si rende necessario per far fronte ad alcune situazioni paradossali per cui all’interno di una classe non c’è praticamente nessun bambino italiano». Per dimostrare la necessità di istituire un tetto massimo i parlamentari hanno anche ricordato alcuni «casi simbolo» di una situazione che «sta deflagrando facendo emergere vistose anomalie».
Tra le quattro scuole prese ad esempio c’è anche, appunto, la Filzi, l’elementare del centro dove c’è anche una classe di soli stranieri (nelle scuole pratesi la percentuale di alunni stranieri nell’annno 2007-2008 era del 16%). Le altre sono l’elementare di Lessona di Torino (Porta Palazzo) dove su 523 bambini 292 sono stranieri, la scuola di via Paravia a Milano (zona San Siro), dove su 97 bimbi 87 non sono italiani, la Pisacane di Roma dove a oggi si contano 144 stranieri su 168 alunni. «Il rischio — hanno evidenziato i quattro parlamentari Pdl — è che non solo non si integrino i bimbi stranieri, ma si alimenti la fuga verso scuole paritarie e private». Gli esponenti Pdl hanno quindi ricordato un decreto del presidente della Repubblica del ’99 e tre circolari di altrettanti ministri che invitano a evitare forti concentrazioni di alunni stranieri, proprio con l’obiettivo di favorire l’integrazione ed hanno evidenziato la necessità di rivedere il concetto dell’autonomia scolastica.


Da Il Giornale del 20 marzo 2009

Così cambia la scuola
In aula non più di tre stranieri su dieci

Roma – «Stiamo pensando all’introduzione di un tetto intorno al 30 per cento per la presenza di alunni stranieri nelle classi». Non più di tre bambini stranieri ogni dieci in tutte le classi dunque. Questo l’obbiettivo annunciato dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, insieme ad una serie di importanti novità sia per la scuola sia per l’Università ed a notizie decisamente buone per tutti i docenti ancora precari.
Sul limite per gli alunni stranieri la Gelmini ha specificato che «non sarà possibile introdurre il tetto a partire dal prossimo anno ma soltanto dal successivo», ovvero nell’anno scolastico 2010/2011. «Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i casi limite», aggiunge il ministro. Il riferimento è a situazioni come quelle della Carlo Pisacane di Roma dove gli italiani sono una minoranza: su 21 iscritti in prima elementare soltanto tre sono romani, in pratica un tetto al contrario. «Una vicenda che fa riflettere – osserva le Gelmini -. Occorre comunque accompagnare i bambini stranieri nella conoscenza della lingua italiana e della nostra Costituzione».
Poi le buone notizie per i precari: i tagli del personale scenderanno da 42.000 a 18.000. «Abbiamo avuto 31.000 pensionamenti e quindi avremo una drastica riduzione dei tagli previsti in Finanziaria – spiega la Gelmini -. Al massimo saranno 18.000 i supplenti non riconfermati». Inoltre il governo sta pensando ad alcune misure di sostegno. Per i periodi scoperti, quelli durante i quali non sono chiamati a supplenza, verrà elargita una copertura seppure parziale con l’indennità di disoccupazione. Poi avranno la priorità per le supplenze di durata più consistente i precari che nello scorso anno avevano supplenze annuali. L’ingresso dei precari sarà favorito da nuove norme sul pensionamento: per docenti e personale amministrativo sarà possibile andare in pensione dopo 40 anni di anzianità contributiva.
Rivoluzione Gelmini pure all’Università. Già dal prossimo anno accademico i corsi di studio negli atenei si ridurranno del 20 per cento. Con le nuove regole saranno soppresse anche 400 scuole di specializzazione medica. «Utilizzeremo un criterio di flessibilità, intervenendo dove ci sono scuole con un solo studente», precisa il ministro. Con la «cura Brunetta», infine, anche le assenze dei docenti sono calate del 32,45 per cento e i risparmi verranno reinvestiti nel comparto scuola.

di Francesca Angeli

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Una Risposta

  1. Salve, siamo due giovani artisti toscani, stiamo lavorando per Elisa del Prete, curatrice di un progetto per la toscana. Vorremmo poter utilizzare l’immagine del bambino cinese, dell’articolo del giornale della toscana del 21 marzo 2009, per un progetto sulla realtà della scuola pratese.
    Non è a scopo dilucro e la fonte sarà citata.
    attendiamo una vostra cordiale risposta, è molto urgente..se ci scrivete un’email vi forniremo informazioni più dettagliate.
    grazie
    saluti
    simoncini.tangi

    simoncini.tangi@gmail.com

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