Addio al posto, anche da precari

Da Il Corriere Fiorentino del 6 marzo 2009

nyc-workersUno studio rivela il boom di domande a Firenze nei primi due mesi di quest’anno
Sempre più richieste di lavoro interinale, ma tanti i contratti non rinnovati
II brusco stop delle proroghe: meno 45%
Premiato chi è in azienda da più tempo. I giovani sono solo il 20%

I lavoratori licenziati bussano alle porte delle agenzie di lavoro interinale, ma mentre le domande fanno registrare un vero e proprio «boom», l’offerta di lavoro a tempo crolla e i contratti in scadenza non vengono rinnovati.
II  quadro preoccupate arriva da una indagine della Alai, l’associazione dei lavoratori atipici della Cisl che oggi celebra il suo secondo congresso.
Secondo lo studio, nei primi due mesi del 2009, a Firenze sono aumentate del 50% le persone che cercano lavoro attraverso le agenzie «in somministrazione», ma diminuiscono sensibilmente i rinnovi delle missioni e i nuovi contratti: le proroghe dei contratti sono diminuite del 45%, e nella maggior parte dei casi vengono fatte a persone che sono già da molto tempo all’interno della stessa azienda.
Le attivazioni di nuovi contratti, invece, diminuiscono del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e in ogni caso la durata della missione non supera quasi mai i 30 giorni.
Oltre il 30% delle richieste di lavoro viene dal mondo degli ammortizzatori sociali (cassintegrati o in mobilità). I giovani (sotto ai 30 anni) sono solo il 20%, la grande maggioranza invece è di over 40: molti di loro sono madri o padri di famiglia. «I contratti atipici — spiega Erika Caparrali, di Alai Firenze — non toccano più solo chi si affaccia per la prima volta al mercato del lavoro o le donne che si vogliono reimmettere nel mondo lavorativo dopo una maternità». I comparti maggiormente colpiti sono il tessile, il metalmeccanico e il settore infermieristico.
La conferma sulla difficoltà del momento arriva dai dati della Cgil Toscana, secondo cui i contratti in scadenza a fine 2008 erano oltre 150 mila e di questi più di 17 mila non sono stati rinnovati, con una fetta particolarmente consistente (circa 6.900 unità) nella pubblica amministrazione.
«Da qui a giugno — spiega Enrico Habrik del Nidil-Cgil — solo a Firenze prevediamo circa 10 mila contratti in scadenza e purtroppo molti, anche la metà, perderanno il lavoro. Tra l’altro spesso si tratta di persone che possono usufruire di ammortizzatori solo in minima parte. E tra loro non ci sono più soprattutto giovani alle prime esperienze come accadeva fino a poco tempo fa, ma anche persone espulse dal mondo del lavoro che devono adattarsi a cercare impieghi a termine». Per comprendere la tendenza, basta vedere il caso della Lucchini di Piombino dove, in un colpo solo, sono a rischio 420 precari.
Una delle situazioni più difficili è quella della scuola, per i tagli previsti dal governo. «Per avere dei numeri, bisognerà attendere che il ministero decida gli organici — spiega Antonella Velani della Cisl fiorentina — e anche se la Toscana forse sarà toccata meno di altre regioni, perchè qui il numero di docenti era già contenuto, rischiano di saltare centinaia di posti di lavoro, tra l’altro di persone spesso con famiglia, con una professionalità costruita negli anni e non sempre facilmente reimpiegabili».

Alberto Ferrarese

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