«Noi insegnanti precari licenziati per sempre»

Da IL SECOLO XIX del 24 febbraio 2009

ObamaUna prof destinata a non avere più cattedra né alunni
si fa portavoce della drammatica condizione dei “senza futuro”

SUI QUOTIDIANI di alcuni giorni fa leggiamo che il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato nei giorni scorsi il piano salva- economia, nel quale trova ampio spazio quello che lui stesso ha definito “il principale investimento sull’istruzione e sulla scuola che mai sia stato fatto nella storia americana”: 100 miliardi di dollari per l’istruzione e la scuola; ciò rappresenta, secondo le parole del Presidente, da una parte il salvataggio di un numero altissimo di posti di lavoro, dall’altra un indispensabile intervento in settori critici per la vita americana del futuro.
Capito come si fa? Per far girare un’economia ridotta allo stremo si cerca di limitare la disoccupazione, si “investe” in occupazione, insomma; se un settore è considerato “critico” si impegnano risorse in quel settore.
Si pensa ad un “futuro” del Paese.
Sembrerebbe una ricetta semplice.
Sembrerebbe logico.
Eppure qui da noi è diverso.
Da noi “si taglia”.
Se l’economia non gira, da noi si attua l’ecatombe dei precari della scuola: non licenziati, oh no!, così non si potranno annoverare nelle statistiche;  semplicemente non assunti; dopo decenni di incarichi a tempo determinato, così, da un giorno all’altro, tutti a casa!
Là 100 miliardi di dollari di investimento; qui un taglio da 8 miliardi di euro nella scuola pubblica, soltanto con l’ormai avvenuta conversione in legge del Decreto 112/08.
Eppure proprio la crisi economica globale dovrebbe indurre il Governo a riconsiderare la questione: alle centinaia di migliaia di cassaintegrati e disoccupati dell’industria si aggiungeranno i non-assunti precari della scuola; sono state fatte – con grande amplificazione dei media – “cordate” per l’Alitalia; mille operai di Mirafiori faranno una settimana in meno di cassa integrazione – si legge – grazie agli incentivi stanziati per la Fiat.
Benissimo, ben venga ogni iniziativa atta a ridurre il disastro sociale.
L’amarezza deriva però dalla constatazione, una volta di più, di appartenere ad una categoria bistrattata: dove sono gli ammortizzatori sociali per chi ha accumulato decenni di servizio precario nella scuola? Chi – per noi – investe in occupazione?
Orfani di una qualche Confindustria che, tutelandosi, ci tuteli, figliastri di uno Stato che da anni, con passione e competenza, serviamo, sentiamo anzi su di noi l’ala di un’altra, più implacabile, scure: non solo, infatti, è stato disatteso il provvedimento della Finanziaria 2006, che prevedeva l’immissione in ruolo (e quindi la tranquillità economica, la possibilità di fare progetti di vita, l’aspettativa legittima di una vecchiaia serena con una pensione dignitosa) di 150.000 docenti precari; anzi, la nuova manovra economica, messa in atto da progetti di legge, come l’Aprea, attualmente in discussione, sostenuta da rapporti, come quello (a che titolo?) della Fondazione Agnelli, prevede il definitivo allontanamento dalla scuola dei precari, non già stabilizzandoli, conferendo loro dignità ed autonomia economica: semplicemente non assumendoli; convogliando, peraltro, il risparmio così ottenuto sui colleghi di ruolo, sottoforma di incentivi attribuiti in base ad un non meglio definito “merito”, in una logica di cannibalismo che, specie in un momento così delicato, nulla sembra avere di educativo né di esemplare.
Sarebbe come mettersi nel piatto, come contorno, il pane degli altri, proprio di quei colleghi con i quali l’anno prima si era collaborato, nei consigli di classe, nei collegi docenti, nelle riunioni per materia, nei progetti; anziché, quindi, stipulare per i colleghi, come sarebbe buono e giusto, contratti di solidarietà, gli insegnanti dovrebbero accettare aumenti con la consapevolezza che rappresentavano l’altrui stipendio.
E, mentre da noi si sta perpetrando tutto questo, Obama, per salvare il Paese dalla crisi, incomincia dalla scuola, dall’istruzione, dalla cultura; il Presidente Obama decide di far ripartire l’economia americana assumendo nuovi insegnanti…

Stefania Pagliero – Direttivo Comitato Precari Liguri della Scuola

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