L’amore che non scordo. Storie di comuni maestre

Giovedì 26 febbraio, ore 21,00,
Auditorium dell’ Istituto Tecnico Gramsci-Keynes, via Reggiana 24,

film-documentario  “L’amore che non scordo – Storie di comuni maestre” (2007), durata 74’, di Daniela Ughetta e Manuela Vigorita, scritto con Vita Cosentino e Maria Cristina Mecenero, prodotto da Angelo Ferranti TV Days.
Sarà presente Chiara Nerozzi, una delle maestre protagoniste del filmato, con cui avvieremo un dibattito sulla scuola e sul suo futuro.

Quattro storie di maestre e un maestro, quattro classi, quattro realtà scolastiche riprese tra il 2005 e il 2007 a Milano, Roma e Bologna. Il film documentario mette in risalto quella parte invisibile nei programmi didattici, quello scambio umano così particolare e vivo nella quotidianità, che fanno l’effettiva qualità di una scuola, quella elementare italiana, considerata nel mondo una delle migliori. Una realtà in cui il linguaggio della relazione è la via maestra per il riconoscimento e la crescita.

“L’amore che non scordo” racconta quattro storie di maestre attraverso un viaggio in diverse realtà scolastiche tra il 2005 e il 2007. Si tratta di un percorso che offre la possibilità di rilanciare e di allargare il dibattito sulla scuola pubblica in corso nella società, proponendo esempi di forte impatto positivo.

Il video presentato è un racconto per immagini che si suddivide in quattro episodi.
I primi due sono ambientati nell’area milanese: in una scuola storica di Milano insegna Alice che, alle soglie della pensione, ha costruito la “sua famiglia” negli anni attraverso le relazioni con gli ex-alunni e i loro genitori.
A Settimo Milanese, periferia ovest di Milano, la maestra Cristina con la sua classe quinta sperimenta l’esperienza del distacco attraverso la lettura di testi scritti sui cinque anni passati insieme.
Il viaggio tocca anche Bologna e Roma: a Casalecchio una giovane maestra insegna ai suoi piccoli alunni ad amare la lettura; a Campoleone, in una scuola attorno alla quale si è costruita l’intera comunità, Bardo e Adriana insegnano il valore della memoria.

La regista cinematografica Francesca Comencini sottolinea la grande naturalezza di questo documentario che colpisce per la capacità di mostrare il rapporto che i bambini intrattengono con il linguaggio: “In un’epoca in cui tutto sembra dettato dalle immagini, in cui i bambini sembrano intrattenere un rapporto esclusivo e ossessivo solo con vari tipi di schermi, dai computer, alle playstation, dalle televisioni ai gameboy, scopriamo invece la loro naturale e magica inclinazione alle parole. Parole lette, parole scritte, parole dette”.

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