La scuola pubblica difesa dai pratesi: l’assemblea cittadina del 16 febbraio

scuolasiamonoiIeri sera si è svolta l’assemblea cittadina promossa dal Coordinamento Genitori Insegnanti della Rete di Resistenza delle Scuole Pratesi ed è andata avanti fino a notte fonda.
Hanno partecipato più di un centinaio di persone, con tanta voglia di discutere, di ascoltare, di urlare il dissenso alla pretesa riforma della scuola, di fare qualsiasi tentativo per bloccare o quantomeno contenere gli effetti della legge Gelmini che da più parti (anche a livello istituzionale) viene criticata.
La maestra Patrizia Venturi della scuola primaria Don Milani ha aperto la serata, presentando il Coordinamento e facendo il punto della situazione circa le iniziative finora avviate contro i provvedimenti governativi sulla scuola, poi ha lasciato la parola a Nora Toccafondi, presente alla serata in qualità di rappresentante sindacale della FLC-CGIL di Prato. Dopo una spiegazione sugli effetti negativi dovuti all’applicazione delle leggi 133 e 169, è stata la volta della maestra Adele Meccariello, un’insegnante precaria, che ha ben illustrato l’importanza delle compresenze all’interno dell’attuale assetto didattico della scuola primaria, toccando anche il problema (sottaciuto dal governo) della sostituzione degli docenti specialisti di inglese con gli insegnanti di classe formati con minicorsi creati ad hoc.
Infine, è intervenuto Carlo Fiorentini, presidente del Centro Iniziativa Democrati Insegnanti (Cidi) di Firenze. Il suo intervento ha posto l’accento sui concetti di autonomia, responsabilità, resistenza e partecipazione. Dopodichè è iniziata una raffica di domande da parte di diversi genitori, desiderosi di capirne di più, preoccupati per il futuro dei loro figli.
L’assemblea cittadina si è conclusa con le parole di Stefania Cerretelli, che ha rinnovato l’invito a impegnarsi contro la distruzione della scuola pubblica.
L’assemblea cittadina è stata anche l’occasione per presentare una petizione contro la legge 169 (il testo base della famosa riforma Gelmini) e per distribuire una serie di moduli d’iscrizione alternativi da consegnare all’Ufficio Scolastico Provinciale.

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