La notte bianca del Gandhi del 23 ottobre 2008

Giovedì 23 ottobre 2008 nel pieno dell’Onda sollevatasi in difesa della scuola pubblica italiana ecco cosa succedeva nell’Istituto Comprensivo Gandhi di Prato

Relazione “notte bianca” all’Istituto Gandhi

I genitori, gli insegnanti, i bambini ed i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Gandhi, nel giorno di giovedì 23 ottobre 2008, hanno deciso di continuare a rimanere a scuola per una “notte bianca” in segno di protesta contro l’attuazione del Decreto Gelmini, come riforma della Scuola Pubblica.

Dopo la fine dell’orario scolastico, i bambini più piccoli sono stati intrattenuti con attività ludiche come la dimostrazione di pet therapy, che una professionista ha tenuto, o i giochi che un clown ha proposto e la loro permanenza si è protratta fino alle ore 19,30; i ragazzi più grandi hanno potuto occupare gli spazi del plesso della Scuola Primaria per le loro attività ricreative o di studio e la loro presenza si è susseguita con un turnover parallelo a quello dei loro genitori ai quali si sono affiancati più di una volta per assistere e partecipare al dibattito.

In una sala centrale della scuola, si è tenuto infatti ininterrottamente dalle ore 17,00 un dibattito fra i genitori, gli insegnanti, il personale ATA e la partecipazione di una studentessa del Liceo Scientifico C. Livi .

Sono stati letti vari punti dello “Schema di Piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze” di cui all’art. 64 del decreto legge 25-06-08 convertito dalla legge 06-08-08, n° 133, ed ognuno ha potuto avere chiarimenti e confrontarsi, sia sull’interpretazione della legge, che sui modelli attuativi.

Nel particolare le famiglie dei bambini, hanno espresso il loro disappunto non tanto sulla figura del “maestro unico” o del voto quanto sulle sorti della cultura e sul futuro dei propri figli, che vedranno con questa legge, restringersi il tempo che verrà messo a loro disposizione per l’ insegnamento delle materie di base e di tutte quelle che sono divenute fondamentali nel corso degli anni ; il tempo pieno che il ministro assicura di poter mantenere, sarà in realtà un tempo riempito da insegnanti che si alterneranno a seconda delle disponibilità di orario, senza alcuna continuità con le materie svolte durante la mattina, la figura di una persona singola nell’insegnamento di più discipline non potrà garantire competenze pari alle attuali, mentre comporterà un inquadramento rigido e non più collegiale sia nei metodi che nei contenuti.

Anche gli insegnanti hanno espresso la loro preoccupazione, specialmente sul problema del riordino della programmazione da effettuare singolarmente, della responsabilità nel portare avanti una intera classe, come nella mole di lavoro indirizzato a generazioni di bambini sempre più stimolate ed attente.

Ancora preoccupazione è stata espressa da tutti quegli insegnanti che costituiscono la schiera dei precari e che mai vedranno realizzare il loro progetto lavorativo sul quale spesso hanno investito da tanti anni.

Le famiglie dei genitori presenti, i rappresentanti del Consiglio d’Istituto e gli insegnanti si sono impegnati a promuovere e partecipare ad altre iniziative che vengano proposte sul territorio da altre Scuole o Istituzioni e che siano rivolte ad una protesta nei confronti del Decreto Legge, come a suggerimenti propositivi per i Decreti attuativi.

Tutti coloro che hanno partecipato confermano, come cittadini attivi il loro impegno ad occuparsi delle scelte governative nel campo dell’educazione perché hanno a cuore il futuro del paese.

Prato, 23 ottobre 2008

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