Il ministro Gelmini: “Troppi insegnanti levano i soldi agli studenti”

Da Irpinia nel mondo

gelmini_scuola_finitaIl Ministro Gelmini, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, sostiene che non esiste uno stato di emergenza finanziaria nelle scuole. Il Governo si sente in dovere di spendere meno ma meglio (anche se il meno si vede ma il meglio no) e per questo ha fatto bene a
tagliare i fondi del funzionamento, benché il MIUR in una nota di gennaio annunciasse che “erano in atto procedure per il reperimento delle risorse necessarie”.

Per contribuire alla soluzione dei problemi, allora, secondo il Ministro, le scuole devono tenere in ordine i conti (fare il programma annuale) e spendere meno. Oggi purtroppo, è sempre la tesi del Ministro, gli insegnanti così numerosi non ci consentono di dare i soldi alle scuole.

Anzi, e per di più, con qualche temerarietà, il Ministro, durante il question time, si è attribuito il merito di: aver incrementato di 200 milioni di euro i fondi per il funzionamento, di aver erogato con la prima rata del 2009 un importo pari a 491 milioni di euro e di aver stanziato 55 milioni aggiuntivi per i corsi di recupero.

Il reale stato dei fatti è ben diverso. Vediamo perché.

La manovra dovuta all’art. 60 c. 10 della legge 133/2008 ha sanzionato come tagli (360 milioni di euro) – senza possibilità di recupero con la legge di assestamento dello scorso mese di novembre – gli accantonamenti della clausola di salvaguardia introdotta dalla legge finanziaria 2007.

Ma non c’è un automatismo fra accantonamento e taglio definitivo. I soldi accantonati potevano ben essere recuperati e non sottratti alla scuola. Fioroni accantona e Gelmini taglia: la differenza è evidente.

I 200 milioni di euro propagandati dal Ministro come stanziamento aggiuntivo sono solo una parziale restituzione degli accantonamenti di cui sopra. Questi fondi distribuiti alle scuole con la rata di gennaio non sono per il “funzionamento didattico e amministrativo” ma coprono le spese per gli appalti di pulizia e in parte per il pagamento degli stipendi ai supplenti.

I 419 milioni di euro (prima rata dell’esercizio 2009) rappresentano un acconto, calcolato sui primi quattro mesi dell’anno, del salario accessorio di docenti e Ata e delle spese per le supplenze. Anche in questo caso parliamo di spese di personale obbligatorie e non di spese per il “funzionamento didattico e amministrativo”.

I 55 milioni di euro per il recupero dei debiti scolastici non sono aggiuntivi, ma al contrario sono stati ridotti rispetto a quelli già stanziati
alla finanziaria 2007 come dimostra la scheda che avevamo elaborato lo scorso anno.

Tutto questo dimostra che i soldi per il funzionamento delle scuole non solo non sono state accresciute, come sostiene allegramente il Ministro, ma sono state azzerate. Riportiamo un punto molto significativo della nota ministeriale del 26 gennaio prot. 539: “per quanto riguarda le assegnazioni relative alle spese di funzionamento e più in generale, quelle per le quali si è fatto riserva di ulteriori comunicazioni, sono ancora in atto le procedure per il reperimento delle necessarie risorse. Le istituzioni scolastiche, pertanto, sono invitate a procedere – ove non abbiano già provveduto – alla predisposizione del Programma annuale 2009, fermo restando che eventuali ulteriori assegnazioni costituiranno oggetto di variazione ai sensi dell’art. 6 del D.I. 44/2001”.

Dunque i soldi per il funzionamento amministrativo e didattico non ci sono e gli interventi di questo governo sono lesivi del funzionamento delle scuole.

Invece nel 2008, contrariamente a quel che ieri ha affermato il Ministro, la circolare sulla predisposizione del programma annuale (nota prot. n. 1971 dell’11.10.2007) precisava che: “nelle more dell’approvazione del bilancio dello Stato per il 2008, l’ammontare della dotazione finanziaria resta confermato nella misura comunicata a ciascuna scuola tramite la e-mail del 15 marzo 2007 con riferimento all’esercizio 2007”. Dunque nessun taglio al funzionamento, ma la conferma degli stessi fondi già stanziati nel 2007.

Nulla si dice delle spese per le visite fiscali. Nulla si dice per le spese per le supplenze. E suonano paradossali le parole conclusive del Ministro secondo cui “gli interventi di questo Governo non possono dirsi lesivi della possibilità di funzionamento delle scuole”.

Le scuole meritano rispetto, risposte oneste e trasparenti e non risposte sommarie come quelle formulate ieri il Ministro.

Ci vien fatto di pensare che se le scuole non possono più assicurare l’ordinario funzionamento per mancanza di fondi, non è da escludere uno scenario da interruzione di pubblico servizio.

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