Gelmini: il governo ha accresciuto i fondi alla scuola

La Gelmini al question time alla Camera

Il Governo non ha tagliato,
ma ha accresciuto i fondi per la scuola

Informatizzazione dell’amministrazione scolastica e riforma dell’università il segreto del risparmio

monicagelminisartasubitoOggi, mercoledì 4 febbraio 2009, alle 15,00 si è svolto nell’Aula di Montecitorio il Question Time con i ministri Elio Vito e Mariastella Gelmini.

Quest’ultima ha risposto alle interrogazioni di Manuela Ghizzoni e di Maria Coscia, entrambe del Partito Democratico. La prima deputata ha rimproverato ai diversi governi Berlusconi i pressoché sistematici tagli e rallentamenti di risorse dallo Stato alle scuole, soprattutto se si paragonano al precedente governo Prodi che ad esempio, aveva tolto alle scuole l’aggravio della Tarsu (ovvero, la TAssa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani).

Dal canto suo, la Gelmini ha negato i tagli al mondo della scuola e anzi ha affermato che le risorse sono accresciute… grazie ad un serio sforzo di razionalizzazione!“Abbiamo il dovere di tenere i conti in ordine”, ha dichiarato la ministra. Riguardo al problema delle supplenze brevi e alla necessità di preservare e assicurare la continuità didattica, la Gelmini ha ricordato un recente stanziamento di 55 milioni di euro per le attività di recupero e, sulla scia del ministro Brunetta, ha espresso l’intento di informatizzare le attività delle varie segreterie scolastiche (comprese le pratiche legate alla chiamata di supplenti): “Abbiamo previsto l’attivazione di un servizio informatico che consente di disporre in tempo reale del quadro completo delle operazioni effettuate, della disponibilità di posti e di ore, della situazione aggiornata degli aspiranti alla supplenza per semplificare le procedure di nomina nonché per ridurre sprechi, telefonate, fax e registri cartacei”. E poi, più nello specifico, ha proseguito: “Per risolvere la questione supplenze occorre intervenire attraverso modifiche alle leggi e ai contratti che, se da un lato non dovranno comportare aggravio alla finanza pubblica, dall’altro dovranno eliminare il contenzioso, snellire ed essenzializzare le procedure e garantire la continuità didattica”.

Infine, per rispondere alle preoccupazioni sollevate dalla Lega Nord circa la ricerca di supplenti (che in alcune zone del settentrione è particolarmente difficoltosa), la ministra è entrata nel dettaglio, accennando all’aggiornamento delle graduatorie d’istituto: “La diminuzione del numero delle istituzioni scolastiche richiedibili dagli interessati, da 30 a 20 consente poi operazioni più celeri. La previsione inoltre di sanzioni più severe in caso di non reperibilità all’atto della convocazione ci consente di evitare episodi scandalosi perché pregiudicano la didattica per gli studenti e rappresentano una intollerabile fonte di spreco”.

In buona sostanza, il Ministero dell’Istruzione conta di risparmiare sull’informatizzazione delle segreterie e sulla razionalizzazione del sistema delle supplenze, tanto che “è stato ridotto il tetto massimo di spesa per le supplenze brevi”, ha spiegato la ministra.

La parlamentare Maria Coscia ha, invece, insistito sui tagli dell’attuale governo al Fondo di funzionamento, tagli che impediscono a molte scuole di redigere il bilancio annuale. Ha poi ricordato la paradossale situazione in cui versano gran parte delle scuole che non hanno i soldi per fare le visite fiscali in caso di malattia del proprio personale, come richiesto espressamente dalla legge 133 del 2008.

Riguardo all’Università, la Gelmini ha sciorinato i tre punti cardine della sua riforma: Governance, reclutamento e diritto allo studio. “Il Ministero -ha annunciato la ministra – intende avviare su questo tema una consultazione ampia coinvolgendo tutte le forze politiche e tutto il mondo accademico per addivenire a un Disegno di Legge che fissi alcuni principi essenziali. I cardini della riforma devono consistere nell’accentuazione del binomio autonomia e responsabilità, puntando a una gestione responsabile delle risorse e una radicale semplificazione della struttura decisionale, oggi ispirata a un assemblearismo che di fatto umilia l’effettivo contributo dei docenti alla vita della loro istituzione”. Infine, ha concluso dicendo: “Rilanciare l’università è il modo migliore per dare una mano ai nostri giovani ma anche per rispondere alla crisi”.

di Ivan Pucci

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