Aspettando il parere degli enti locali sui regolamenti

Da ScuolaOggi

waitingDopo il rinvio, deciso giovedì scorso su richiesta di Regioni, Province e Comuni, la Conferenza Unificata tornerà a riunirsi domani, Mercoledì 28, per l’esame dei regolamenti sulla “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e primo ciclo di istruzione” e sulla “Riorganizzazione della rete scolastica e razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola”. Nella stessa Conferenza sarà esaminata una proposta di intesa su una “Direttiva sul rischio connesso alla vulnerabilità di elementi non strutturali negli edifici scolastici”.

Le posizioni di partenza sono queste: le Regioni, per voce di Vasco Errani, hanno richiesto che “vi sia quell’indispensabile approfondimento e quindi una maggiore concertazione su provvedimenti che interessano in particolare la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane. Tutto ciò riguarda la qualità della scuola e la concreta possibilità per i ragazzi e le famiglie di avere un servizio migliore e più garantito in tutto Paese”; il rappresentante delle Province, Alberto Cavalli, si sofferma sull’intesa relativa all’edilizia auspicando “un’intesa interistituzionale sulla sicurezza che deve essere accompagnata da ‘un adeguato finanziamento’ dell’ordine di 3 miliardi solo per le scuole superiori. Dal 2001 al 2006, infatti, Province e Comuni hanno speso 27 miliardi, mentre il governo ha assegnato solo 630 milioni”; più dura l’Associazione dei Comuni, sul sito dell’Anci si legge un comunicato nel quale si afferma che “la riduzione del personale docente e non docente che comporterà una contrazione dei servizi, quindi l’avanzamento di nuove richieste ai Comuni da parte di cittadini e istituzioni scolastiche. Inoltre, nel corso della riunione è emerso che la riduzione del numero dei docenti e la loro minore disponibilità di ore cancellerà tutte le attività diverse dal rapporto frontale docenti-alunni, mettendo in pericolo anche la qualità dei servizi educativi e scolastici che l’autonomia delle scuole ha potuto fino ad ora arricchire con progetti integrativi dedicati a situazioni di rischio sia di apprendimento che sociali”.

Vista queste dichiarazioni pare improbabile che gli enti territoriali si esprimano con un parere positivo. D’altra parte, appare che il Governo non dimostri particolare attenzione a questo livello interistituzionale altrimenti avrebbe accordato, in sede di rinvio, un tempo più lungo invece che i pochissimo giorni concessi.

L’acquisizione del parere della Conferenza Unificata rappresenta comunque un passaggio obbligato e solo con tale parere (favorevole, contrario o non espresso entro 30 giorni) assieme al parere (anch’esso obbligatorio ma non vincolante) del Consiglio di Stato, i due decreti potranno essere adottati in via definitiva.

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