La FLC Cgil impugna la circolare sulle iscrizioni 2009/2010 davanti al TAR del Lazio

Dal  sito della FLC Cgil

logo_flcLa circolare n. 4 del 16 gennaio 2009 è una circolare applicativa di regolamenti che al momento non esistono perché devono ancora essere pronunciati i prescritti pareri della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato.

E’ questa una delle tante ragioni che ci inducono ad impugnare la circolare davanti al TAR del Lazio per illegittimità.

In tal senso le indicazioni lì contenute non possono essere considerate vincolanti né per le scuole, nella presentazione della propria offerta formativa, né per le richieste di offerta formativa che i genitori, in questi giorni e fino al 28 febbraio, sono chiamati ad esprimere al momento delle iscrizioni dei propri figli.

Per questo, nei giorni passati, abbiamo invitato le scuole, in particolare la scuola primaria, a confermare il POF approvato nei mesi scorsi, che prevede modelli orari ed organizzativi ricchi di tempo e di attività, ed i genitori a scegliere quei modelli, che hanno garantito la qualità, riconosciuta anche a livello internazionale, della scuola del primo ciclo.

Invitiamo tutti i soggetti (Dirigenti scolastici, docenti, personale ATA e genitori), a diverso titolo coinvolti in questi giorni nelle operazioni di iscrizione, ad evitare di anticipare con le proprie decisioni l’attuazione di norme che non sono vincolanti e di attenersi, al contrario, a quanto previsto dalle norme vigenti.

Per la scuola primaria, ad esempio, si prevede di aggiungere la possibilità di un orario settimanale a 24 h e con il maestro unico, ai modelli orari attualmente vigenti (27, 30 e 40 per il tempo pieno) con compresenze ed attività laboratoriali.

Ma quell’offerta aggiuntiva (povera di tempo, di risorse professionali e di attività) non è né deve essere considerata un vincolo, bensì un’opzione che il Governo, per ragioni esclusivamente di risparmio, ha inteso sciaguratamente aggiungere a quanto previsto e finora realizzato dalla nostra scuola primaria, fiore all’occhiello del nostro sistema di istruzione.

Il nostro ricorso al TAR va nel senso di tutelare e valorizzare la buona scuola pubblica che abbiamo che, a differenza di Tremonti, non consideriamo un lusso ma un diritto delle bambine e dei bambini.

Se il contenuto dei regolamenti definitivi sarà il medesimo degli schemi attuali, impugneremo anche quelli.

Roma, 22 gennaio 2009

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