Scuola e piccoli comuni, a rischio chiusura 1000 istituti

Da Nghiocc l liscji di mercoledì 15 ottobre 2008

I tagli apportati al settore dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini hanno determinato la chiusura di molte scuole di comuni di piccole dimensioni.
Oggi Legambiente e associazione dei comuni d’Italia hanno srotolato in alcune scuole di piccoli comuni, lo striscione con su scritto: “Chiusa per tagli”.
Primo giorno di scuola oggi per molti studenti italiani, ma non per tutti. I tagli apportati al settore dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini hanno infatti determinato la chiusura di molte scuole di comuni di piccole dimensioni. Iniziativa che ha portato oggi Legambiente assieme all’associazione dei comuni d’Italia a srotolare in alcune scuole di piccoli comuni, lo striscione con su scritto: “Chiusa per tagli”. Cantagallo in Toscana e Sasso di Castalda in Basilicata sono stati quindi protagonisti di questa iniziativa per tutelare le scuole che andrebbero chiuse nei piccoli comuni e volontari, sindaci e cittadini si sono uniti così, di fronte all’ingresso degli istituti che non hanno potuto avviare l’anno scolastico, alla mobilitazione nazionale che ha preso il via oggi contro i pesanti tagli che la finanziaria ha previsto per il sistema scolastico italiano. Tagli che penalizzano in modo grave gli istituti più piccoli soprattutto nelle regioni del Sud e le Isole, ma non solo. Infatti, se, come previsto, il criterio per stabilire la sopravvivenza dei plessi scolastici sarà quello del numero degli alunni, la proiezione che ha fatto Legambiente sui plessi che hanno un numero inferiore ai 100 alunni, in Calabria ad esempio, potrebbero chiudere i battenti il 92,5% delle materne e quasi il 70% delle elementari, visto che su 989 scuole di primo grado ben 680 sono plessi sottodimensionati. In Umbria i tagli riguarderebbero il 91% delle materne e il 50% delle elementari, in Molise l’88,9% delle materne e il 73,8 delle elementari, in Basilicata l’86,6% delle materne e il 58% delle elementari, in Sardegna il 90% delle materne e il 50,5% delle elementari. E Ma non sarebbero salvi neanche molti degli istituti del nord: in Piemonte sono a rischio l’80,3% delle materne e in Veneto il 74,6%. Un vero flagello dunque che riguarda il 77,2% delle scuole per l’infanzia, il 41,3 % delle elementari, il 31,6% delle medie, il 24,3% delle superiori per quasi la metà del totale di tutti i punti di erogazione del servizio scolastico italiano.«Le percentuali sul numero delle scuole che, soprattutto al Sud e nelle Isole, rischiano la chiusura sono spaventose e in alcuni casi rappresentano quasi la totalità dei plessi – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, presidente di fronte alla scuola di Cantagallo, in provincia di Prato – . Come abbiamo ricordato nella lettera aperta inviata al ministro Gelmini – ha concluso il presidente di Legambiente – riteniamo che i parametri per la razionalizzazione della scuola debbano tenere conto della peculiarità del territorio italiano». Legambiente ricorda infatti che in Italia il 72% dei comuni sono al di sotto dei 5000 abitanti e che esistono oltre alle piccole isole anche realtà comunali più popolose con territori sparsi ricchi di frazioni, in cui sono presenti plessi scolastici. «L’imposizione di obiettivi numerici a scala regionale rischia di creare situazioni di svantaggio rispetto alla piena garanzia del diritto all’istruzione per i cittadini delle aree più marginali – ha aggiunto Vanessa Pallucchi, responsabile scuola e formazione di Legambiente. I tagli previsti per gli insegnanti e per il personale, porteranno secondo Legambiente alla chiusura o all’accorpamento di centinaia di scuole e plessi che risulterebbero altrimenti sottodimensionati, rispetto agli obiettivi numerici.«Sollecitiamo il Governo- ha concluso Pallucchi- a tenere conto di queste previsioni per i criteri di razionalizzazione, che devono essere stabiliti attraverso la concertazione con gli Enti locali, altrimenti costretti a sopperire alla garanzia del servizio scolastico per tutti. I piccoli comuni rappresentano una realtà strategica per il presidio del territorio e la tenuta culturale ed identitaria del Paese e occorre prevedere specifici criteri che ne garantiscano la sopravvivenza».A sostegno della manifestazione di Legambiente e Anci a Cantagallo erano presenti anche Federico Gelli, Vicepresidente e Gianfranco Simoncini, Assessore alle politiche scolastiche della Regione Toscana, che ha già annunciato ricorso alla Corte Costituzionale contro i tagli alla scuola, previsti dalla riforma Gelmini.«L’organizzazione della rete scolastica –aveva dichiarato l’assessore Simoncini ad un incontro con i sindacati – è affidata a noi dalla riforma del titolo V della Costituzione ed è assurdo che ora il ministro Gelmini voglia invece regolamentarla a livello centrale. Ci appelliamo alla Consulta e intanto diciamo a Comuni e Province di continuare a lavorare come hanno sempre fatto, accorpando classi dove c’è bisogno senza però negare alle piccole realtà isolate e ai comuni montani la possibilità di avere scuole per i bambini».

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