Scuola, la regione ribadisce il no alla Gelmini

Da ViaRoma100.net

bottini_ferriFirenze – Martedì 23 Dicembre 2008 – «Siamo molto preoccupati per come sta andando avanti il processo di riorganizzazione della scuola così come è emerso dall’incontro che abbiamo avuto a Roma con il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini, incontro che ci ha confermato la volontà del governo di procedere sull’ipotesi del maestro unico nella scuola primaria e sul dimensionamento scolastico, disconoscendo le parziali aperture fatte nel corso di un precedente incontro con i sindacati».

Così l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha spiegato ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali della scuola toscana l’esito dell’incontro che la IX Commissione della Conferenza Stato Regioni ha avuto con il ministro, ribadendo la netta contrarietà della Toscana sui due punti sui quali si è concentrata la discussione: il progetto di dimensionamento della rete scolastica e la riorganizzazione della scuola primaria.

«Sulla questione del dimensionamento – prosegue Simoncini – le Regioni hanno unanimemente considerato non accoglibile la bozza di regolamento presentata dal governo perchè ribadisce una serie di disposizioni che ledono la competenza delle Regioni, come da tempo andiamo sottolineando in Toscana, facendo fra l’altro anche ricorso alla Corte Costituzionale. Noi chiediamo su questo un confronto per arrivare ad una intesa sulla base di documenti condivisi e di criteri che non rispondano solo a una logica burocratica ma salvaguardino la presenza della scuola anche nelle realtà più disagiate».

Non sembrano esserci aperture nemmeno sulla scuola primaria, dove si ribadisce nei fatti, la scelta del maestro unico, prevedendo come forma prevalente quella di un tempo scuola di 24 ore settimanali, con l’abolizione dei moduli e della compresenza fra gli insegnanti. «Su questo ribadiamo il nostro no – ha detto Simoncini – confermando il timore di un impoverimento della qualità della scuola e di una progressiva dequalificazione della scuola pubblica, con pesanti ricadute sul piano sociale e un aumento delle diseguaglianze». Unico punto di incontro fra regioni e ministro lo slittamento della riforma dell’istruzione tecnica e professionale.

«Sulla quale auspichiamo che si possa aprire presto un confronto serio». Le organizzazioni sindacali presenti (Cgil, Cisl, Uil scuola e Snals) hanno concordato sui giudizi espressi dall’assessore, apprezzando il periodico confronto che la Regione ha adottato come metodo nei rapporti con il mondo della scuola.

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