Valanga di precari, Natale senza regali

sigmaestro

Da La Nazione del 26 novembre

Per i precari la fine 2008 si annuncia gelida con lo spettro di tanti contratti non rinnovati per la crisi economica. Un esercito di precari a Prato se ci si basa sulle ultime stime Inps 2007: oltre ventisettemila

Cercasi pizzaiolo da assumere con contratto a progetto. Può sembrare uno scherzo, visto quale sarà mai il progetto legato a questo mestiere, eppure sulla scrivania di Giovanni Santi, coordinatore provinciale di Nidil Cgil, arrivano anche queste tipologie di contratto. C’è molto da fare ultimamente in questo sportello aperto il martedì dalle 15 alle 19 e il venerdì dalle 9 alle 13 nella sede del sindacato in piazza Mercatale e che, come racconta Santi, ha registrato un aumento di accessi negli ultimi due mesi, con una media di 50 consulenze al mese.

Per i precari la fine 2008 si annuncia gelida con lo spettro di tanti contratti non rinnovati per la crisi economica. Un esercito di precari a Prato se ci si basa sulle ultime stime Inps 2007: oltre ventisettemila.  La settimana contro la precarietà della Cgil è stata dedicata proprio a informare i lavoratori precari sui loro diritti, primo fra tutti la salvaguardia del posto di lavoro in caso di crisi aziendale per chi ha un contratto a tempo determinato, e un sussidio una tantum di 700 euro al mese integrativo dell’eventuale sussidio Inps. “Nell’ultimo anno – spiega il coordinatore di Nidil Cgil – a Prato si è registrato un aumento del 10% dei rapporti di lavoro precari. D’altro canto le aziende in difficoltà sono sempre più spinte a proporre contratti sempre più brevi sfruttando così il lavoratore e innescando una spirale perversa che porta a demotivare e precarizzare una persona non solo dal punto di vista professionale ma anche umano”. Il sindacato lancia anche un appello alla responsabilità: “L’auspicio è che in questo momento delicato le imprese non facciano ricadere sulle spalle dei precari le già care conseguenze della crisi”. Ma ci sono lavoratori precari e lavoratori precari: più diritti per chi ha un contratto a tempo determinato, va peggio per i co.co.pro. C’è chi, come Giulia Ciampi, giovane studente pratese, si sente già una precaria a tutti gli effetti. “Nonostante sia impegnata con gli studi universitari – racconta – mi sono avvicinata al settore della ristorazione per guadagnare qualche soldo. Tuttavia mi sono subito accorta che i contratti sono quelli che sono e il rischio di non vederseli rinnovare da un giorno all’altro è sempre in agguato”.

Peggio ancora se a essere precari in famiglia sono marito e moglie. Mal comune mezzo gaudio? Non per Ivan Pucci che come la moglie Angela lavorare nel mondo della scuola con un contratto a tempo determinato. Racconta: “Ho 33 anni e sono precario da 9. Con la riforma Gelmini il prossimo anno rischio di rimanere disoccupato”.

Qualche segnale di speranza comunque s’intravvede. La finanziaria 2007 aveva introdotto una serie di diritti per gli atipici, come il congedo per maternità di tre mesi per le lavoratrici con un contratto a termine o comunque precarie. È il caso di Daniela Bagattini, una delle prime mamme pratesi a usufruire del trattamento di maternità nonostante lo status di lavoratrice atipica. “È un risultato importante ma non basta. La nostra piattaforma di rivendicazioni – fanno sapere dalla Cgil – punta a criticare l’assenza di un adeguato sistema di ammortizzatori sociali per i lavoratori precari”.

Maria Lardara

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