Open Day

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Anche oggi, giovedì 20 novembre, nel tardo pomeriggio, si è svolta la consueta riunione del gruppo di lotta della rete di resistenza delle scuola pratesi.
Come annunciato nei post precedenti, si fa sempre più concreta l’organizzazione degli Open Day nelle scuole di Prato e provincia.
L’Open Day consiste nella presentazione del mondo della scuola (con i suoi problemi, i suoi tempi, le sue dinamiche) alle famiglie: l’intenzione è utilizzare questi incontri come momenti informativi su quello che significa il cambiamento devastante prodotto dai tagli e dalla legge Gelmini per la scuola pubblica, grazie a anche alla distribuzione di documenti esplicativi.
Diverse sono le scuole tra circoli, istituti comprensivi e licei che hanno manifestato l’intenzione di aderire a questa forma di sensibilizzazione.
Ancora ci sono i tempi, anche se stretti, per poter avviare nella propria scuola – con la collaborazione di famiglie e insegnanti – l’Open Day. Per farlo, occorre nel più breve tempo possibile produrre richiesta scritta al dirigente scolastico – meglio se firmata da più docenti e genitori – per poter usufruire dei locali scolastici sotto la propria responsabilità.
Naturalmente, l’Open Day è per bambini, ragazzi e genitori l’occasione per “vivere” la scuola in maniera diversa e per sentirla più pubblica e sempre più un bene comune e insostituibile.
Sempre oggi è stato elaborato dal gruppo di lotta della rete di resistenza delle scuola pratesi il seguente documento (che è possibile scaricare in PDF):

Raccogliamo  l’invito dei docenti di scuola dell’Infanzia dell’I.C. Don Milani, e organizziamo in un giorno della prima settimana di dicembre, in orario extrascolastico (e preferibilmente martedì 2)

“L’ OPEN DAY”

aprendo le  scuole di tutti gli Istituti pratesi a genitori, familiari e cittadini tutti, per far conoscere la realtà   della scuola attuale e informare sui cambiamenti operati dal governo a partire dal prossimo anno scolastico.
Attuiamo questa forma di protesta contro  le leggi n° 133 e169, e il D.L. 180 perché:

  • determineranno la diminuzione  generalizzata del tempo scuola e l’aumento degli alunni per classe,
  • scompariranno i modelli didattici ed educativi inclusivi e cooperativi, indispensabili per cercare di  superare le disuguaglianze sociali e culturali;
  • taglieranno circa 135.000 posti di lavoro in 3 anni tra personale ATA e Docente,
  • mandando a casa tutti i precari che operano da anni nel mondo scolastico e contribuiscono in modo determinante alla qualità del sistema d’istruzione italiano.

Continuiamo la nostra lotta contro questi provvedimenti che porteranno alla distruzione della qualità  della scuola pubblica a tutti i livelli: dall’Infanzia all’Università con questa iniziative  e con tutte le  altre a venire.

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