Mozione contro il decreto Gelmini

Consiglio provinciale Prato approva mozione contro decreto Gelmini

Approvata a maggioranza. A favore hanno votato Pd, Comunisti, Rifondazione e i consiglieri Sorri e Mezzacappa, contrario il gruppo di Forza Italia. Nel dibattito sono intervenuti il presidente del Consiglio provinciale Juri Nannetti, l’assessore alla Scuola Paola Giugni, i consiglieri Sanzò e Galasso per il Pd, Nincheri per Rifondazione, gli indipendenti Sorri e Mezzacappa, Mari e Papini per Forza Italia.

Prato, 30 ott. – (Toscanatv/Ign) – Il Consiglio provinciale approva a maggioranza una mozione contro il decreto Gelmini. Votano a favore Pd, Comunisti e Rifondazione, contraria Forza Italia

PRATO – Approvata ieri pomeriggio dal Consiglio provinciale una mozione contro il Decreto Gelmini, cioè il decreto legge 137 sulle Disposizioni urgenti in materia di istruzione e Università che ieri mattina è stato approvato in via definitiva dal Senato. La mozione, sottoscritta dai gruppi Pd, Comunisti italiani e Rifondazione comunista e firmata anche dai consiglieri Silvia Sorri (indipendente di sinistra) e Michele Mezzacappa (Sinistra democratica) invita la giunta provinciale a intervenire in tutte le sedi opportune e aderire a tutte le iniziative per contrastare il provvedimento”.

A favore hanno votto Pd, Comunisti, Rifondazione e i consiglieri Sorri e Mezzacappa, contrario il gruppo di Forza Italia. Il testo è stato presentato dal capogruppo del Pd Fabio Rossi. Nel dibattito sono intervenuti il presidente del Consiglio provinciale Juri Nannetti, l’assessore alla Scuola Paola Giugni, i consiglieri Sanzò e Galasso per il Pd, Nincheri per Rifondazione, gli indipendenti Sorri e Mezzacappa, Mari e Papini per Forza Italia.

GLI INTERVENTI – “Quella firmata dal ministro Gelmini non è una riforma ma solo una necessità di contenimento della spesa – ha detto Rossi – Manca il senso di un progetto pedagogico e il ricorso al decreto affossa il senso di partecipazione e accresce il disagio sociale”. “La scuola deve formare buoni cittadini attraverso l’inclusione e la meritocrazia – ha aggiunto Nannetti – Ma quello che succede nelle nostre scuole e in città coinvolge noi tutti e ci riguarda da vicino”. “Tanto per cominciare l’aumento degli studenti nelle classi renderà gli spazi degli attuali edifici non a norma – ha spiegato l’assessore Giugni – Nella scuola italiano non va tutto bene, ma questa legge taglia proprio nei settori più avanzati, come la scuola elementare”.

Sanzò e Galasso del Pd hanno stigmatizzato la mancanza di confronto su un argomento così complesso e delicato e difeso le buone ragioni degli studenti che chiedono qualità. Sorri ha parlato di operazioni di facciata, come quella che mantiene i libri scolastici per 5 o 6 anni, e Mezzacappa si è concentrato sui tagli all’Università, che con il blocco del turn-over colpiscono un’intera generazione di ricercatori. Nincheri si è schierato contro una riforma strutturale che mira a ricondurre la scuola nelle logiche di mercato. Mari ha dichiarato di non condividere il metodo con cui la legge è stata approvata visto che non c’era nessuna emergenza, ma ha comunque espresso voto contrario alla mozione. Infine Papini ha sottolineato come nell’attuale fase di recessione la scuola non possa avere il ruolo di ammortizzatore sociale e ha citato alcuni elementi su cui agire subito: ad esempio le 10 mila classi con meno di 10 studenti e i 5 mila corsi di laurea.

LA MOZIONE – La mozione, che ricorda il forte impegno e gli importanti investimenti promossi dalla Provincia per dotare le scuole superiori di uno standard qualitativo alto, puntando su sicurezza, miglioramento delle strutture e costruzione di nuovi edifici, identifica la “scuola come una priorità assoluta per l’intero sistema-paese e gli investimenti nell’istruzione e formazione l’unico investimento sicuro per il futuro”. Ritiene poi “grave un taglio economico sulla formazione perché un paese civile deve fondarsi sulla conoscenza, la competenza e la cultura, che devono essere un diritto per tutti”. Si critica la scelta dello strumento del Decreto Legge e del voto di fiducia, che hanno impedito ogni confronto parlamentare, istituzionale e sociale, e il forte taglio di risorse alla scuola pubblica che, di fatto, mette in discussione il sistema formativo pubblico, e non corrisponde a criteri di qualità e nemmeno di razionalizzazione della spesa, ma serve invece a coprire i conti della Finanziaria. Inaccettabili vengono definite sia il ritorno al maestro unico, che impoverisce le opportunità formative, sia l’ipotesi che i costi dei tempi aggiuntivi del doposcuola e di attività integrative diventino a carico delle famiglie. La mozione si dichiara contraria a scelte che possono indebolire la struttura della scuola stessa, la sua presenza sul territorio e la sua funzione di promozione sociale e culturale. Infine esprime solidarietà a studenti, genitori e personale docente e non docente delle scuole pratesi.

Notizia ADNkronos

Mozione contro il decreto Gelmini

Approvato dal consiglio provinciale. Contrario il gruppo di Forza Italia

PRATO. Approvata dal consiglio provinciale una mozione contro il Decreto Gelmini, cioè il decreto legge 137 sulle Disposizioni urgenti in materia di istruzione e Università che è stato approvato in via definitiva dal Senato. La mozione, sottoscritta dai gruppi Pd, Comunisti italiani e Rifondazione comunista e firmata anche dai consiglieri Silvia Sorri (indipendente di sinistra) e Michele Mezzacappa (Sinistra democratica) invita la giunta provinciale a intervenire in tutte le sedi opportune e aderire a tutte le iniziative per contrastare il provvedimento”. A favore hanno votato Pd, Comunisti, Rifondazione e i consiglieri Sorri e Mezzacappa, contrario il gruppo di Forza Italia.
Il testo è stato presentato dal capogruppo del Pd Fabio Rossi. Nel dibattito sono intervenuti il presidente del consiglio provinciale Juri Nannetti, l’assessore alla Scuola Paola Giugni, i consiglieri Sanzò e Galasso per il Pd, Nincheri per Rifondazione, gli indipendenti Sorri e Mezzacappa, Mari e Papini per Forza Italia.

La mozione, che ricorda il forte impegno e gli importanti investimenti promossi dalla Provincia per dotare le scuole superiori di uno standard qualitativo alto, puntando su sicurezza, miglioramento delle strutture e costruzione di nuovi edifici, identifica la “scuola come una priorità assoluta per l’intero sistema-paese e gli investimenti nell’istruzione e formazione l’unico investimento sicuro per il futuro”. Ritiene poi «grave un taglio economico sulla formazione perché un paese civile deve fondarsi sulla conoscenza, la competenza e la cultura, che devono essere un diritto per tutti».

da Il Tirreno del 01/11/08

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: