Buzzi a rischio col decreto Gelmini

da Il Tirreno del 08/11/08


I tagli metterebbero in ginocchio il Laboratorio di analisi e l’istituto. I decreti ridurrebbero da 54 a 26 (o 18) le ore di pratica. Il preside: «È una contraddizione».

PRATO. I decreti attuativi relativi alla riforma della scuola voluta dalla Gelmini, rischiano di penalizzare fortemente l’istituto Buzzi snaturando completamente la sua struttura e mettendo in ginocchio il Laboratorio di analisi Tullio Buzzi. Secondo indiscrezioni, i decreti attuativi dovrebbero essere pubblicati entro la fine dell’anno, i tagli che potrebbero abbattersi sulla scuola ridurrebbero le ore settimanali complessive dei laboratori da 54 a 26 (18 nell’ipotesi peggiore).

«La diminuzione dei laboratori – sottolinea il preside Francesco Rossi – è una contraddizione enorme, si rischia di perdere la qualità della preparazione scolastica che contraddistingue gli alunni di questa scuola. Gli interventi che si potevano prevedere erano di altra natura. La situazione è seria, sono moderatamente preoccupato per quanto sta succedendo».
Se le previsioni fossero giuste, quindi, i ragazzi che termineranno la scuola fra sei anni avranno una preparazione più teorica che pratica, inoltre la specializzazione in chimica tintoria potrebbe sparire. «Quello che contraddistingue questa scuola – spiega Lorenzo Mencancini che ha frequentato il Buzzi e oggi insegna chimica – è l’aspetto pratico, importante non solo per chi andrà a lavorare, ma anche per chi, come me, andrà all’Università. Sono molto preoccupato».
Anche le famiglie dei ragazzi non sono tranquille, tanto che il coordinamento dei genitori, ha stilato un documento che verrà presentato al consiglio comunale straordinario di lunedì, dedicato completamente alla scuola.
Un’altra conseguenza del decreto attuativo si potrebbe abbattere anche sul laboratorio di Analisi Tullio Buzzi, fiore all’occhiello del distretto e della scuola. «Il laboratorio – spiega il responsabile Giuseppe Bartolini – è strettamente legato all’Istituto, se ci fossero tagli sul personale docente, automaticamente perderemmo dei validi collaboratori e questo comprometterebbe l’andamento dell’intera struttura».
Il laboratorio dove collaborano gli insegnanti di chimica è fonte primaria di sostentamento della scuola (ogni anno vengono fatte 50 mila analisi tessili richieste per il 20% dai pratesi e per il restante 80% da clienti fuori distretto, stranieri inclusi), ma è anche una grande opportunità per i ragazzi di confrontarsi con strutture e strumentazioni innovative. «Le attrezzature e le apparecchiature dei nostri laboratori – spiega Bartolini – sono stimate intorno ai 5 milioni di euro. I ragazzi hanno la possibilità di lavorare su macchine altamente tecnologiche, che neppure le aziende hanno». Il taglio dei finanziamenti, inoltre, annullerebbe un servizio importante che il laboratorio, svolge nei confronti delle imprese e del distretto in generale.
Alessandra Agrati
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