Da La Nazione del 5 marzo 2009
Salvemini-La Pira possibili 36 ore di scuola in 5 giorni: genitori preoccupati
«IL TEMPO LIBERO per i ragazzi è importante quanto il tempo per gli studi». Così un gruppo di genitori degli studenti della Salvemini-La Pira mette le mani avanti sulla possibilità prevista dalla riforma Gelmini di spalmare 36 ore settimanali in cinque giorni. Togliendo il sabato come giorno dedicato allo studio, i ragazzi della media sarebbero costretti a restare a scuola fino alle 14,10 per tre giorni la settimana e addirittura fino alle 18,10 per i rimanenti due, una possibilità bocciata in pieno dalle famiglie perché costringerebbe gli studenti a rinunciare quasi interamente alle loro attività extrascolastiche e di svago.
«SE SARANNO confermate le indiscrezioni trapelate in questi giorni in via Deledda — attaccano i genitori — vedremo impegnati i nostri figli in orari estenuanti, dei veri tour de force». Le famiglie sono intenzionate a chiedere al più presto un incontro con il preside della scuola Salvemini-La Pira, soprattutto dopo aver saputo di un sondaggio effettuato nelle scuole elementari, per l’esattezza nelle quinte
di tutto il comune, nel quale sembra sia prevalsa l’opinione di prediligere il sabato come giorno festivo e quindi senza scuola. I risultati del test hanno allarmato i genitori degli studenti che già frequentano le medie, anche perché nessuno è stato interpellato.
L’UNICO MODO per evitare malintesi, a detta delle famiglie, è quello di convocare al più presto il comitato dei genitori perché si possa trovare una soluzione condivisa soprattutto nell’interesse dei ragazzi.
«Come possiamo pretendere che i nostri figli ce la facciano a fare i compiti se escono alle cinque del pomeriggio dopo aver studiato per otto ore filate? — spiega un padre — La scuola è importante, ma è importante anche il doposcuola, intendendo cioè le attività del tempo libero dei ragazzi. Sicuramente la questione, che ha già sollevato molto malumore, nei prossimi giorni verrà ampiamente dibattuta all’interno del comitato dei genitori della scuola, affinché venga trovata una soluzione il più possibile unitaria tra genitori ed insegnanti con lo scopo di favorire comunque i nostri figli».
Silvia Bini
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